Confartigianato: “La Germania ha speso 194 miliardi di euro più di noi in aiuti”

Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse 29 aprile 2020 Roma (Italia) Cronaca Emergenza Covid 19, i ristoranti ed i locali con l’ultimo decreto vedono la proroga delle aperture . Per fare fronte alle difficolta economiche più della metà degli esercenti si è organizzata con le consegne a domicilio Nella Foto : il Focolare uno storico ristorante romano effettua consegne a domicilio con il supporto delle aziende di consegna e con il telefono personale Photo Cecilia Fabiano/LaPresse April 29 , 2020 Rome (Italy) News Covid 19 emergency , restaurants and clubs with the latest government’s decree remain closed until January . To deal with economic difficulties, more than half of the exhibitors organized themselves with home deliveries In the pic : il Focolare an historic Roman restaurant makes home deliveries with the support of delivery companies and with their personal telephone

ROMA – ‘Per fronteggiare la crisi sanitaria ed economica dovuta al Covid, dalla primavera scorsa il governo tedesco ha erogato 284 miliardi di euro a sostegno, in particolar modo, di lavoratori, imprese, scuola, trasporti e sanità. Ben 194 in più di quelli stanziati per gli stessi ambiti dal nostro esecutivo. Includendo anche le misure introdotte questa settimana con il “decreto Ristori”, dall’inizio della pandemia il Governo Conte, invece, ha corrisposto quasi 90 miliardi di euro. Altrettanto significativo è stato lo sforzo sostenuto dal Regno Unito, che è intervenuto con 201 miliardi, mentre la Francia con 110 e la Spagna con 46 hanno fatto, come l’Italia, molto meno sia di Londra che di Berlino’. A dirlo è la Cgia (Confartigianato).

Sottolinea il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo: “Se teniamo conto anche delle misure economiche messe a punto nei giorni scorsi dal governo francese, tra i nostri principali competitor economici presi in esame in questa comparazione solo la Spagna ha speso meno del nostro Paese. Anche in rapporto al Pil, rimaniamo penultimi, sebbene nella prima ondata di questa pandemia siamo stati il Paese più colpito d’Europa. E’ vero che avendo un debito pubblico molto elevato queste misure possiamo finanziarle solo in deficit, ma è altrettanto vero che siamo la seconda manifattura d’Europa ed essendo uno dei pilastri portanti dell’economia europea meritavamo, da parte del nostro esecutivo, molte più attenzioni, soprattutto in termini di investimenti”.

La Cgia, inoltre, torna a segnalare il forte rischio di incorrere, tra qualche mese, a una nuova stretta creditizia a danno di tanti artigiani, piccoli commercianti e partite iva. Denuncia il segretario Renato Mason: “Sebbene i finanziamenti inferiori a 30 mila euro richiesti al Fondo di Garanzia sfiorano ormai i 19 miliardi, per moltissime piccole e micro imprese le difficoltà di accesso al credito bancario rimangono ancora un grave problema che, alla luce delle nuove disposizione europee, rischia addirittura di peggiorare. A partire dal primo gennaio 2021, infatti, tutte gli istituti di credito dovranno applicare le nuove regole comunitarie in materia di classificazione delle controparti inadempienti. In altre parole le banche dovranno definire come inadempienti i privati o le piccole e medie imprese che presenteranno un arretrato da oltre 90 giorni, il cui importo risulti, allo stesso tempo superiore ai 100 euro e superiore all’1 per cento del totale delle esposizioni verso il Gruppo bancario. Insomma, queste nuove disposizioni abbasseranno notevolmente la soglia di sconfinamento, mettendo a rischio il sostegno economico del sistema bancario a moltissime attività di piccola dimensione che da sempre sono a corto di liquidità e poco patrimonializzate”.

(LaPresse)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome