Coronavirus, lunedì nuovo Dpcm: non sarà lockdown, ma in arrivo chiusure mirate

Foto Filippo Attili / Palazzo Chigi / LaPresse

ROMA – Non sarà un lockdown, ma entro lunedì verrà firmato un nuovo Dpcm con misure più restrittive per frenare l’impennata di contagi da Covid-19. L’orientamento è quello di non ripetere un lockdown come quello vissuto a marzo, ma stabilire con precisione chirurgica quali sono le situazioni più critiche sui vari territori e predisporre chiusure mirate.

Tra le ipotesi che circolano, nel mirino ci sarebbero grandi città come Napoli, Torino e Milano, ma anche Roma è nella lista degli ‘osservati speciali’. Il premier, Giuseppe Conte, aspetta solo il report del Comitato tecnico-scientifico sui casi più allarmanti per mettere nero su bianco i provvedimenti che domani saranno discussi dai ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza con Regioni, Anci e Province in mattinata, e illustrati dallo stesso presidente del Consiglio ai capi delegazione delle forze di governo prima, e ai capigruppo di maggioranza e opposizione nel pomeriggio inoltrato.

Oggi, intanto, il presidente del Consiglio ha avuto un lungo confronto con i rappresentanti delle forze di governo, allargata anche al presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, al presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, al coordinatore del Comitato tecnico-scientifico, Agostino Miozzo, e al commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri.

Nella riunione sono stati analizzati i dati della curva epidemiologica in base al lavoro svolto dall’Iss, punto di partenza della discussione sui nuovi provvedimenti da adottare. Il vertice è anche l’occasione per una lunga relazione di Arcuri sulle dotazioni sanitarie e le disponibilità delle terapie intensive, spiegando che in alcuni territori non vengono accettati i ricoveri ‘non-Covid’, se non per casi di urgenza non rinviabili.

La situazione è decisamente seria, anche se da più fonti di governo ribadiscono che la seconda ondata era prevista, al punto che ogni misura che sarà adottata rispetterà le indicazioni tracciate dall’Iss la scorsa estate in caso di superamento del temibile indice Rt a 1,5 e 2. “Non c’è la palla di vetro, i dati sono preoccupanti e anche se altri stanno peggio di noi, questo non ci consola affatto”, dice Conte alla festa del Foglio. Ammettendo di “confidare” che entro la “primavera inoltrata” l’Italia sarà riuscita a “venire a capo” della pandemia. Una speranza più che una previsione.

Intanto c’è da gestire il presente, ecco perché Conte ha già chiamato i presidenti di Senato e Camera, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico, chiedendo un confronto parlamentare “in vista di un nuovo provvedimento che il governo intende adottare già lunedì sera”, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi. Il premier, poi, ha preso contatto anche con i leader delle opposizioni, invitandoli a indicare un rappresentante per ogni forza politica: l’intenzione è quella di inaugurare da domani un tavolo di confronto permanente con l’esecutivo. Offerta che, al momento, sembra essere stata rispedita al mittente dai tre leader del centrodestra. “E’ tardiva, c’è il Parlamento“, fanno sapere in una nota congiunta Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi. Ma la partita resta ancora aperta.(LaPresse)

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