Emergenza Covid a Napoli, l’ospedale Cardarelli al collasso.

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Situazione critica

E’ sempre più critica la situazione all’ospedale Cardarelli, il presidio che più di tutti lotta contro l’emergenza sanitaria in corso in città. Sono più di 200 i pazienti al momento ricoverati in struttura, tra le due palazzine dedicate ai ricoveri (M ed H), l’Obi e il Pronto Soccorso. Solo qui, sono una settantina i pazienti positivi in cura, separati dai degenti ordinari da semplici paraventi, che vengono spinti ogni giorno un po’ più in avanti per far spazio ai nuovi casi che arrivano senza sosta.

Promiscuità tra i pazienti

Minimo lo spazio per il paziente bisognoso di cure che arriva in Pronto Soccorso, e il percorso è lo stesso per tutti, sia per chi entra che per chi esce, passando comunque sempre dinanzi ai suddetti paraventi ‘divisori’. Il contagio tra il personale si allarga sempre più, con tragiche perdite: domenica è scomparsa l’infermiera Antonella Patrone, stroncata a 57 anni dal virus. Per allegerire un po’ il carico del Pronto Soccorso i vertici del Cardarelli valutano, su richiesta della Regione, la chiusura ordinaria dei reparti di Medicina, che saranno probabilmente trasformati in area Covid.

Il reparto provvisorio per i pazienti ordinari

L’ospedale della città è diventato il principale presidio anti-Covid: tutte le energie dello staff medico sono spese per gli infetti. E i pazienti ordinari? Chi arriva al nosocomio e risulta essere negativo al virus viene per il momento mandato in un reparto provvisorio che ospiterebbe, sulla carta, un massimo di 18 degenti, a cui si aggiunge un’altra decina di pazienti sulle solite barelle. E non è ancora entrato in funzione il tendone della Croce Rossa costruito ormai circa due settimane fa al posto del parcheggio dei dipendenti.

La denuncia della Uil

“Al Cardarelli vige un regime di promiscuità assoluto: assistiamo a deficienze del servizio sanitario regionale che si sono dimostrate gravi e numerose nelle strutture ospedaliere, dove non si riescono a mettere in atto le dovute separazioni tra chi ha il virus e chi non ce l’ha”, denuncia Massimo Trucco, responsabile provinciale Uil Cardarelli.

Il cambio delle tute di biocontenimento per strada

La situazione di caos totale costringe gli operatori sanitari a svolgere anche le loro attività di routine all’esterno dell’ospedale. Come il cambio della tuta di biocontenimento, che ormai avviene praticamente in strada, in mezzo alle persone che continuano ad arrivare senza sosta a tutte le ore del giorno. Un’operazione delicata, di grande importanza. Non c’è tempo: l’emergenza chiama, e il personale sanitario non si può fermare.

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