Uccide la moglie a colpi di pistola

Delitto a San Felice a Cancello. L’uomo è stato arrestato, era positivo al Coronavirus. Ha ammazzato la donna dopo averla rincorsa a piedi. Ha estratto il revolver e ha fatto fuoco centrandola al petto, poi è tornato a casa

SAN FELICE A CANCELLO – Convinto da un parente alla fine ha chiamato i carabinieri: “Ho sparato a mia moglie” avrebbe detto al telefono. Quando però è stato portato in caserma ha reso delle dichiarazioni spontanee. A verbale non è riuscito a mettere una confessione piena. Michele Marotta, 34 anni, imbianchino, ha ucciso la moglie Anna Tedesco, di 33. Quattro colpi di pistola da distanza ravvicinata esplosi con una Magnum 657. E’ stata centrata all’addome e al petto. L’omicidio si è consumato ieri mattina poco dopo le 10. La coppia, nel corso di un litigio, ha deciso di uscire da casa per non farsi sentire da altri parenti che abitano nello stesso gruppo di case in via Coste. Una volta a bordo della Fiat Bravo condotta dall’uomo si sono diretti in direzione Cancello Scalo a qualche chilometro di distanza dalla frazione Botteghino dove abitano. La lite intanto ha preso toni più accesi. L’uomo giunto in piazza Castra Marcelli imbocca una stradina a sinistra poi svolta per via Barracco. Infine prende via Castello. E’ una strada senza uscita che conduce sulla collina di Cancello dove si trova il vecchio Castello. Percorrono qualche centinaia di metri. Poi mentre i due stanno litigando ancora l’uomo arresta la corsa dell’auto. Quello che è accaduto da quell’istante fino alla chiamata ai carabinieri è quanto i militari dell’Arma stanno ancora ricostruendo con esattezza. Secondo una prima ricostruzione scendono dall’auto. Forse all’imbocco della stradina sterrata in salita al cui ingresso Marotta ha fermato l’auto c’è una colluttazione tra i due. E’ probabile che a quel punto l’uomo estrae la pistola oppure la recupera dall’abitacolo della vettura. La donna se ne accorge. Cerca di scappare inerpicandosi per il sentiero sterrato. Non c’è niente da fare. La furia omicida del marito è ormai scattata. Esplode 4, forse cinque colpi. La lascia a terra e torna verso l’auto. Ripercorre la strada a ritroso e torna verso casa. Giunto presso la sua abitazione parcheggia la vettura nel garage. Poco dopo i carabinieri lo raggiungono presso un’abitazione a fianco alla sua. E’ ancora sporco di sangue. I carabinieri della Compagnia di Maddaloni coordinati dal capitano Stefano Scollato con i militari dell’Arma del Nucleo radiomobile guidati dal tenente Raffaele Di Donato coadiuvati dai colleghi della stazione di Cancello Scalo agli ordini del maresciallo maggiore Louisiano D’Ambrosio portano a termine le prima attività info-investigative. All’uomo viene sequestrata la pistola utilizzata per massacrare la moglie. La donna invece verrà ritrovata di lì a poco. Sul posto giunge il sostituto procuratore della Procura della Repubblica del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Alessandro Di Vico che coordinerà le indagini. La vettura viene sequestrata così come la pistola e i cellulari dell’uomo e della vittima. Sequestrati anche due fucili da caccia regolarmente detenuti. Il figlio della coppia, 8 anni, mentre il padre viene condotto presso i carabinieri di Maddaloni viene affidato ai nonni attraverso i servizi sociali del Comune di San Felice a Cancello. Sul luogo del delitto invece arrivano anche i carabinieri della sezione Rilievi del comando provinciale di Caserta. Sono le 15 e 30 quando il corpo della donna viene trasportato all’istituto di Medicina legale di Caserta dalla ditta Lettieri. Solo il tempo di una breve sosta presso la caserma di Cancello per alcuni adempimenti burocratici relativi alla documentazione della vittima. Il marito resta nella caserma di Maddaloni fino alle 20. Al termine viene dichiarato in stato di arresto e condotto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere. Nel penitenziario gli hanno dovuto trovare una cella adeguata. E’ positivo al Coronavirus; era in quarantena da tre settimane. Marotta adesso attende di essere interrogato in carcere nell’udienza di convalida.

L’ossessione della gelosia, lei voleva lasciarlo

Il motivo che ha spinto l’uomo ad uccidere la moglie sarebbe di natura passionale. Stando a quanto raccontato agli investigatori la coppia aveva ultimamente diversi litigi. L’uomo sarebbe stato convinto che la moglie si fosse innamorata di un altro uomo. Più che un convincimento però la situazione si stava trasformando in una presa di coscienza. Tanto che la donna avrebbe manifestato, nel corso di una concitata lite, di volerlo lasciare. Una gelosia che al momento non è chiaro se dettata da fatti e circostanze reali oppure frutto di congetture. Di fatto l’altro ieri, il giorno prima della tragedia, i due avevano litigato. Tanto che erano dovuti intervenire alcuni vicini per mettere fine alla vicenda. Michele Marotta però non aveva smesso di pensare a quello che per lui era un chiodo fisso. Ieri mattina l’ennesimo litigio. Ma questa volta l’uomo ha progettato il suo mostruoso piano. Tanto che quando con la moglie si è messo in auto per quello che doveva essere un chiarimento Marotta era armato. Se effettivamente la donna volesse lasciare l’uomo potrebbe confermarlo il marito già in sede di convalida dell’arresto. L’udienza per Marotta, assistito dagli avvocati Stefania Pacelli e Rosa Piscitelli non è stata ancora fissata. Oggi invece in Procura sarà affidato l’incarico per l’effettuazione dell’autopsia sul cadavere della donna. Le operazioni autoptiche dovrebbero svolgersi entro lunedì. Solo successivamente la salma sarà restituita ai familiari che potranno provvedere ad organizzare la cerimonia funebre che pure dovrà tenersi in forma privata viste le prescrizioni dettate dall’autorità sanitaria. Maria non era risultata positiva al tampone.

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