Cinema, i 70 anni di Verdone tra risate e malinconia. Mattarella lo ringrazia

Interprete della romanità e, più in generale, del modo di essere degli italiani e per questo da tanti indicato come vero erede di Alberto Sordi, l'attore ne ha fatta di strada

Carlo Verdone (Foto LaPresse/Andrea Alfano)

MILANO – Il regalo più bello è “l’onda meravigliosa di affetto” del pubblico. Lo dice lo stesso Carlo Verdone in un videomessaggio in cui ringrazia tutti per gli auguri in occasione del suo 70esimo compleanno. Una telefonata gli arriva anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che lo ringrazia “per quanto ha donato in quasi cinquant’anni di carriera all’arte cinematografica e agli italiani”.

Considerato l’erede di Sordi

Interprete della romanità e, più in generale, del modo di essere degli italiani e per questo da tanti indicato come vero erede di Alberto Sordi, l’attore ne ha fatta di strada da quella ‘Casa sopra i portici’ del Lungotevere dei Vallati, in cui ha trascorso l’infanzia in una famiglia in cui il cinema era già molto presente, con il padre, Mario Verdone, critico e accademico tra i più importanti d’Italia. Fin da piccolo, Verdone ha respirato cinema, incontrando di persona spesso, nella sua casa, tutti i più grandi attori e registi. E presto ha capito che quella sarebbe stata la sua strada. A fine anni ’70 l’incontro con Sergio Leone ha fatto il resto, e lui, dopo i primi passi sul palcoscenico, ha fatto il salto.

I primi successi

Il suo primo film, ‘Un sacco bello’, in cui da subito ricopre il doppio ruolo di regista e attore, cosa che farà spessissimo nella sua carriera, è subito un successo. Il suo modo di essere tre volte protagonista, con tre personaggi diversi e anche altri ‘minori’ di contorno, caratteristica che riprenderà nel successivo ‘Bianco, rosso e Verdone’ e in altre pellicole, lo rende immediatamente simpatico al pubblico, che ride delle sue battute, ma al tempo stesso riflette sugli aspetti spesso malinconici di alcuni suoi personaggi. E proprio questa è la caratteristica principale di Verdone: saper far ridere, fino alle lacrime, ma anche riflettere. Come nel capolavoro ‘Compagni di scuola’ del 1988, un film corale in un periodo in cui non se ne facevano, una scommessa quasi ‘imposta’ al produttore Mario Cecchi Gori che non era convinto, e alla fine uno dei più bei film del cinema italiano di sempre.

L’Oscar

Verdone ha saputo più volte reinventarsi, rimettersi in gioco sia come regista che come attore, partecipando ad esempio anche a film non suoi come ne ‘La Grande Bellezza’, premiato con l’Oscar. Sempre senza paura di sperimentare, e però concedendo a volte, a se stesso e al suo pubblico, il ritorno ai ‘personaggi’, come in ‘Viaggi di nozze’, uno dei suoi film più amati.

I 70 anni di Verdone

Oggi, a 70 anni, ha un film in uscita (‘Si vive una volta sola’, fermato dal Covid e riprogrammato al 2021) e tanta voglia di raccontare e raccontarsi ancora al pubblico. “Se mi chiedete: qual è il più bel regalo che hai ricevuto? Io rispondo: il vostro affetto. È stato veramente enorme, è stata un’onda meravigliosa che da diversi giorni mi sta avvolgendo. Sappiate che voi mi volete bene, ma anch’io voglio bene a voi, perché ho dedicato tutta la mia vita al mio pubblico”, dice oggi ringraziando tutti.

E tutti, politici, colleghi attori e registi, la sua Roma (la società sportiva, di cui è un grande tifoso, gli ha fatto gli auguri con un tweet), e noi spettatori ricambiano il ‘grazie’ per come sa tenerci compagnia con i suoi film, facendoci ridere, pensare, a volte piangere, sempre, comunque, permettendoci di vedere noi stessi con tutti i nostri vizi, difetti e virtù.

(LaPresse/di Claudio Maddaloni)

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