L’Istat vede una nuova gelata sul commercio: vendite giù del 13%

Un calo delle vendite pari al 13,5% per il commercio non alimentare, oltre 190 mila posti a rischio. A confermare il periodo di grande difficoltà attraversato dal mondo del commercio è l'Istat che ieri ha presentato questi nuovi dati nel corso di un'audizione parlamentare

Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse

MILANO – Un calo delle vendite pari al 13,5% per il commercio non alimentare, oltre 190 mila posti a rischio. A confermare il periodo di grande difficoltà attraversato dal mondo del commercio è l’Istat che ieri ha presentato questi nuovi dati nel corso di un’audizione parlamentare.

E nelle stesse ore sono giunte dalla Fipe, la federazione dei pubblici esercizi di Confcommercio, conferme inquietanti sul fronte di bar e ristoranti. Nel corso dell’assemblea annuale cui è intervenuto anche il premier Conte, la federazione ha parlato di un crollo di fatturato per oltre 10 miliardi nell’ultimo trimestre dell’anno.

In Parlamento Gian Paolo Oneto, Direttore centrale per gli studi e la valorizzazione tematica nell’area delle statistiche economiche dell’Istat, in audizione alla Commissione Attività produttive della Camera ha invece sottolineato che gli esercizi che si occupano di vendite dei beni non alimentari sono stati penalizzati in modo diretto dalle chiusure dettate dalla pandemia e nei primi nove mesi dell’anno “il relativo indice ha registrato un calo complessivo nel periodo del 13,5%”. “Tuttavia – ha aggiunto -, anche per questa componente si è osservato un primo recupero in giugno e, dopo il calo di luglio, il livello per il bimestre agosto-settembre è risultato di pochissimo inferiore a quello di gennaio-febbraio (-0,1%)”.

Andamento che ha ricadute pesanti sull’occupazione. Spiega Oneto. “I lavoratori del commercio ammontano, nel secondo trimestre 2020, a 3 milioni 112 mila e rappresentano il 13,7% del totale degli occupati. Rispetto al secondo trimestre 2019 gli occupati del settore sono diminuiti del 5,8% (per un totale di circa 191 mila unità), con un calo quasi doppio rispetto a quello osservato per il complesso dell’occupazione che è stato pari al 3,6%”. In particolare il calo è stato del 6,1% per gli occupati del commercio all’ingrosso, che rappresentano circa un quarto degli occupati nel settore, e del 6,7% per quelli del commercio al dettaglio, che occupa più del 60% del totale”.

Fosco anche il quadro delineato dalla Fipe per il comparto dei pubblici esercizi. Il quarto trimestre dell’anno si chiuderà per il settore con una perdita di fatturato di 10 miliardi di euro, pari al 40% mentre la previsione finale per la fine dell’anno è di una flessione di 33 miliardi di euro su 96 complessivi. Il risultato, afferma la Fipe, è che 60mila imprese del settore sono a rischio chiusura con oltre 300mila posti di lavoro in bilico.

(LaPresse)

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