Calabria, Morra nella bufera. Il centrodestra chiede le dimissioni, Lui: “Non lascio l’Antimafia”

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse Nella foto: Nicola Morra

ROMA – Il centrodestra in pressing per le dimissioni da presidente dell’Antimafia, una parte del M5S che lo difende e lui che non arretra di un millimetro: “Sono sereno. Continua vorticosa la bufera attorno a Nicola Morra, finito al centro del dibattito politico per le sue parole sul voto dei calabresi per Jole Santelli, morta il 15 ottobre scorso. Oltre 24 ore dopo quell’uscita – “Era noto a tutti che fosse una grave malata oncologica, ognuno dev’essere responsabile delle proprie scelte – il senatore pentastellato continua a difendersi dalle accuse bipartisan che gli arrivano e rilancia: “Mi scuso, ma non lascio. Se dai fastidio alla mafia ti infangano e ti sporcano”.

“A nome di milioni di italiani perbene querelo questo cretino”, risponde subito Matteo Salvini, con il Carroccio, Fi e Fdi uniti nel chiedere di lasciare la carica di presidente dell’Antimafia. “La Lega non parteciperà ai prossimi lavori in Commissione e ai suoi comitati”, scrive il Carroccio in un una nota durissima inviata ai presidenti di Camera e Senato e vergata quasi in fotocopia dagli alleati.

Il Pd si unisce al pressing

Morra, ricordano fonti Dem, fu eletto con i voti del centrodestra e del M5S, mentre il Pd e Leu votarono Pietro Grasso. E il M5S? Il mood non è semplice da decifrare, perché la maggioranza condanna le parole su Santelli, ma una minoranza attiva – compresi Gallo e Di Battista – chiede di andare oltre e rilancia sull’arresto del capogruppo in Consiglio regionale della Calabria Tallini: “In un Paese normale al centro delle polemiche finiscono i politici che vengono arrestati nelle inchieste sulla ‘ndrangheta. Forza Italia chieda scusa”.

La polemica su Morra per tutta la giornata però non si ferma e rimbalza anche sui social dove, all’ora di pranzo, spunta anche l’hashtag #IostoconMorra. Non manca uno strascico di polemiche contro la Rai, accusata dal M5S di aver censurato ieri Morra escludendolo all’ultimo dalla trasmissione di Rai3 ‘Titolo V’. “Il servizio pubblico può tranquillamente intervistare il figlio di Totò Riina, può intervistare Salvatore Buzzi, però il presidente della Commissione Antimafia che avrebbe detto parole disdicevoli non può essere scartavetrato dai giornalisti?”, si chiede polemico Morra.

La risposta di Viale Mazzini è affidata ad un lungo comunicato, nel quale si spiega come si sia scelta una linea “di massima prudenza e tutela per evitare di alimentare le molte polemiche che si stavano sviluppando su un tema così complesso”. La Rai si “rammarica” con Morra per le modalità della decisione, assicurando però che il senatore “avrà altre opportunità, sempre attraverso le reti del Servizio Pubblico ed eventualmente nello stesso Titolo V, per esprimere i suoi punti di vista”.

La controreplica è affidata ad un enigmatico post su Facebook, dove il pentastellato parla di “testa e cuore sereni e nella gioia” e promette che non ci saranno falli di reazione dopo averne subito uno “gravissimo”. Anche se il cartellino rosso, in realtà, pende proprio sopra la sua testa.(LaPresse)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome