Ue, Erdogan: “La Turchia è parte dell’ Europa ma Bruxelles mantenga le promesse”

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha detto domenica che la Turchia si considera parte dell'Europa, ma ha invitato l'Unione europea a "mantenere le sue promesse" in tema di migranti e sulla richiesta di adesione del Paese. Erdogan ha parlato prima di un vertice dell'Ue che si terrà il mese prossimo. Nelle ultime settimane, gli Stati europei hanno sollevato la prospettiva di sanzioni contro la Turchia per le sue missioni esplorative nel Mediterraneo orientale.

(Presidential Press Service via AP, Pool)

ANKARA – Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha detto domenica che la Turchia si considera parte dell’Europa, ma ha invitato l’Unione europea a “mantenere le sue promesse” in tema di migranti e sulla richiesta di adesione del Paese. Erdogan ha parlato prima di un vertice dell’Ue che si terrà il mese prossimo. Nelle ultime settimane, gli Stati europei hanno sollevato la prospettiva di sanzioni contro la Turchia per le sue missioni esplorative nel Mediterraneo orientale. “Ci vediamo sempre come parte dell’Europa”, ha detto Erdogan in un discorso ai membri del suo partito, “Abbiamo scelto di favorire l’Europa purché non ci costringano a guardare altrove”. Erdogan rivolgendosi all’Europa ha detto: “Mantieni le tue promesse al nostro Paese, dalla piena adesione alla questione dei rifugiati. Stabiliamo insieme una cooperazione più stretta ed efficiente”. La Turchia ha presentato domanda di adesione al blocco nel 1987 e quattro anni fa ha firmato un accordo con l’Ue per gestire il flusso di migranti verso l’Europa. Tuttavia, le accuse di un arretramento democratico hanno visto la sua applicazione sospesa mentre entrambe le parti hanno accusato l’altra di non attuare adeguatamente l’accordo sui rifugiati. A complicare il quadro è stato poi l’invio da parte di Ankara di navi di ricerca e perforazione nelle acque rivendicate dai membri dell’Ue Grecia e Cipro. Mossa che ha innescato un’escalation militare durante l’estate. Prima di un vertice dell’Ue a settembre, la Turchia ha ritirato la nave da ricerca Oruc Reis dal Mediterraneo orientale. La nave è poi tornata e sabato la Turchia ha annunciato che avrebbe esteso la sua missione fino al 29 novembre.

I capi europei si incontreranno a Bruxelles il 10 e l’11 dicembre e hanno espresso preoccupazione per l’attività turca in alcune parti del Mediterraneo che Ankara rivendica unilateralmente come zona economica. Le tensioni sono state alimentate anche dalle critiche di Erdogan contro il presidente francese Emmanuel Macron e dalla politica estera turca nel nord di Cipro e in Azerbaigian. La scorsa settimana, il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha esortato la Turchia a fermare le “provocazioni” nel Mediterraneo o ad affrontare possibili sanzioni. Il capo della politica estera dell’Ue, Josep Borrell, ha affermato che il blocco si sta “avvicinando a un momento di svolta nelle relazioni con la Turchia”. Nel tentativo di riorganizzare le relazioni, venerdì Erdogan ha inviato a Bruxelles il suo portavoce, Ibrahim Kalin, che spesso ricopre un ruolo negli affari esteri. Nelle ultime due settimane, il presidente turco ha parlato di piani per riforme giudiziarie e democratiche per accompagnare un cambiamento nella politica economica, un segno che alcuni hanno visto come un tentativo di conquistare l’Europa e l’imminente amministrazione Usa del presidente eletto Joe Biden.

LaPresse

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