Livorno, traffico illecito di rifiuti: sequestri per 1,3 milioni di euro

L'operazione è scattata in seguito a indagini fiscali nei confronti delle due società e di una terza impresa sempre di Livorno

Foto LaPresse - Marco Cantile

LIVORNO – Avevano messo in piedi un’attività organizzata per il traffico illecito dei rifiuti ma sono stati scoperti dalle fiamme gialle di Cosiglioncello (Livorno) con l’operazione “Clean Economy”, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Firenze. Coinvolte due società, una di Livorno e l’altra di Rosignano Marittimo e cinque persone, amministratori di fatto o di diritto, soci o legali rappresentanti aziendali. L’operazione è scattata in seguito a indagini fiscali nei confronti delle due società e di una terza impresa sempre di Livorno. Già oggetto di indagini nel contesto di un altro procedimento penale. Tutte attive nel settore del commercio all’ingrosso di rottami ferrosi.

Ricostruiti oltre 60.000 conferimenti di rottami metallici, parti di autoveicoli e di elettrodomestici, di pezzi meccanici e di rame. Per un valore complessivo di oltre 12 milioni di euro, che circa 6.000 privati cittadini e titolari di ditte, nel periodo dal 2012 al 2016 hanno effettuato a favore delle tre società. Gli accertamenti di polizia finanziaria hanno poi permesso di ricostruire gli incassi non dichiarati al fisco, pari a circa 3 milioni di euro.

Nei confronti delle due società e delle cinque persone che, grazie all’organizzazione del traffico di rifiuti avevano ottenuto un guadagno indebito di 1,8 milioni di euro, è scattato il sequestro di disponibilità finanziarie, partecipazioni societarie, autovetture e di tredici unità immobiliari, per un importo di 1,3 milioni di euro.

(LaPresse)

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