Sport, Spadafora: “Non è una ‘riformina’, sono norme che avranno un impatto enorme”

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse Nella foto: Vincenzo Spadafora

MILANO“Non è una ‘riformina’, sono norme che avranno un impatto enorme”, precisa subito con orgoglio Vincenzo Spadafora. Il ministro dello Sport ha illustrato il contenuto della riforma all’indomani dell’approvazione in Consiglio dei ministri di cinque dei sei decreti di riforma. Tutele per i lavoratori sportivi, professionismo femminile, accesso degli atleti paralimpici nei gruppi sportivi militari e nei corpi civili dello Stato, abolizione del vincolo sportivo per i più giovani sostituito da un premio di formazione “sono solo alcune delle norme che più mi rendono felice”, aveva scritto ieri sui social il ministro.

Rammaricandosi per “non aver trovato un accordo sul ‘decreto uno’, che metteva ordine nei ruoli e nelle funzioni degli organismi sportivi”. Ma “è una riforma importante, che introduce norme attese, che danno forza e spessore e che renderanno ancora più moderno il nostro sistema sportivo”, ha messo in chiaro Spadafora in videoconferenza.

Il ministro ha risposto a chi sostiene che si sia smarrito il cuore della riforma: “Sbaglia. Ma il cuore della riforma è stato approvato, con norme per 500mila lavoratori sportivi, per quelle che riguardano le atlete donne del nostro Paese e perchè ci saranno centinaia di atleti paralimpici che avranno una opportunità mai avuta prima”, ovvero l’entrata nei gruppi sportivi militari e nei corpi civili dello Stato. Una novità che il numero del Comitato Paralimpico Luca Pancalli ha definito “straordinaria”.

“Certo – ha ammesso Spadafora – non sono soddisfatto che non si sia portato a casa il tema della governance”. Ma, ha aggiunto, “sono sicuro che Malagò e Cozzoli non vedranno l’ora di rivedersi per rinnovare il contratto di servizio”. Il ministro ha riconosciuto, comunque, che “è problema da risolvere: se da un lato non è intaccata la piena funzionalità del Coni, esiste un problema di attribuire e riconoscere al Coni la piena autonomia che merita, sul quale più volte il Cio ci ha richiamato e al quale abbiamo dato rassicurazioni”.

Il ministro ha poi chiesto di non fare “terrorismo psicologico sul fatto che in questo momento di emergenza Asd e Ssd non possano essere in grado di sostenere il costo della riforma. Noi abbiamo approvato in legge stabilità un fondo di 100 milioni per il 2021 e il 2022 per consentire un esonero contributivo ed è mia intenzione poter trovare risorse per il 2023”, ha spiegato. “Il fondo sarà sufficiente. La riforma entrerà in vigore nell’anno sportivo del 1° settembre”.

Parlando delle federazioni, l’auspicio è “che il discorso non si esaurisca solo sul tema del mandato e sui soldi”. E a proposito del famigerato tema dei limite dei mandati, “io rispetto tutti i presidenti, anche chi sta li da 30 anni, ma c’è la necessità di discontinuità, di qualificare il proprio impegno anche con la capacità di riuscire a far crescere una nuova classe dirigente”. E ha puntualizzato: “I presidenti sono comunque all’ultimo loro mandato, c’è la norma già esistente, che non abbiamo modificato, dei tre mandati. C’era la norma transitoria per ricandidarsi, inevitabilmente alla fine del prossimo giro ci dovranno essere per forza di cose dei cambiamenti”. Ma c’è, nel mondo sportivo, dice ‘no’. Non usa giri di parole la Federbasket. “Nel peggior momento del paese e dello sport, con questo inizio di riforma, si è creata una confusione senza precedenti. Sono altri gli strumenti che possono aiutare lo sport”, si legge nel sito della Fip. “Si sta distruggendo la storia del Coni, la centralità del primo Comitato Olimpico al mondo e il sesto al mondo per risultati olimpici.

Nessuna Federazione o società sarà in grado di sostenere i costi del lavoro sportivo, nonostante le presunte facilitazioni. Parlando di ‘vincolo sportivo’ si fa solo bella figura di civiltà nella parola ‘vincolo’ abolendo però il significato, le conseguenze saranno inimmaginabili”. Mentre la Lnd, per chiarire la sua posizione, parla di “una diga per opporsi alla catastrofe”.

La Lega si dichiara “totalmente contraria a qualsiasi variazione alle norme attualmente in vigore e che regolano questi due ambiti dell’attività sportiva”, si legge in un comunicato. “Le norme sul vincolo sportivo presenti nei decreti attuativi rappresentano una grave minaccia per l’esistenza del calcio dilettantistico a partire dalle scuole calcio”. (LaPresse)

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