Dl ristori, rinvio tasse al 30 aprile e risorse per partite Iva. Verso Cdm domenica

Foto Mauro Scrobogna / LaPresse Palazzo Chigi - Nella foto: Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Ministro dell'Economia Roberto Gualtieri

ROMA – Se non c’è due senza tre, in tempi di Coronavirus il dubbio è se quattro basteranno. Il governo si prepara a varare il decreto Ristori quater – e pensare che il primo risale appena al 27 ottobre – mettendo sul piatto gli otto miliardi di nuovo deficit autorizzato dalle Camere, dopo i dieci già utilizzati per i primi tre provvedimenti. Soldi che, ha spiegato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, serviranno a intervenire “sulle prossime scadenze fiscali attraverso una loro sospensione, più larga di quella realizzata fino a adesso, che riguardava esclusivamente i settori dei codici Ateco oggetto di restrizioni e ristori”. Si punta dunque al rinvio delle scadenze fiscali al 30 aprile 2021 per tutti i settori economici che hanno subito un calo di fatturato non inferiore al 33%.

Il tempo stringe

Il pagamento del secondo acconto Irpef, Iva e Ires sarebbe previsto proprio per lunedì 30 dicembre, e il decreto dovrebbe arrivare sul tavolo del Cdm domenica, anche se non è escluso un rinvio a lunedì mattina. Il provvedimento, inoltre, dovrebbe confermare anche per il mese di dicembre i ‘ristori’ previsti per le attività e i professionisti delle zone arancione e rosse, con il M5s che ha spinto per un ampliamento delle categorie coinvolte.

“E’ doveroso andare a finanziare con ristori a fondo perduto anche professionisti, autonomi e partite Iva, comprendendo inoltre quelle attività produttive che sono rimaste formalmente aperte ma hanno scontato nei loro bilanci la chiusura di altre attività di cui erano fornitrici”, chiedono i i deputati M5S delle commissioni Bilancio e Finanze.

I due interventi erano stati caldeggiati anche dal centrodestra, Forza Italia in primis, che ad essi aveva legato la possibilità di votare favorevolmente il nuovo scostamento di bilancio come è effettivamente avvenuto. “L’utilizzo di queste 8 miliardi raccoglierà le sensibilità espresse da tutte le forze parlamentari e in particolare delle opposizioni”, aveva promesso in aula il viceministro al Mef Antonio Misiani. Ma nella riunione tra Gualtieri e i capigruppo di maggioranza si è parlato anche di utilizzare una parte di quegli 8 miliardi – la cifra dovrebbe aggirarsi intorno ai 600 milioni – per aumentare il ‘tesoretto’ a disposizione del Parlamento per le modifiche alla manovra, che sta iniziando il suo iter alla Camera.

Per il 2021 sono previsti al momento 800 milioni: la cifra potrebbe salire di altri 600 milioni, anche alla luce della volontà di collaborare con le opposizioni. E Luigi Di Maio promette: “Una volta vinta la battaglia contro il virus, e mi auguro il prima possibile, dovremo riprendere immediatamente il lavoro sulla riforma fiscale per abbassare le tasse al ceto medio”. Da definire anche la possibilità di inserire nel decreto la ‘Cig di Natale’ dal valore di circa 1,6 miliardi. Domani dovrebbe esserci una nuova riunione dei capidelegazione di maggioranza per sciogliere gli ultimi nodi. (LaPresse)

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