Coronavirus, 28.352 nuovi casi e 827 morti. Rezza: “Incidenza in leggero calo”

Prende forza il calo dei ricoveri di positivi al coronavirus in Italia, mentre scendono leggermente i nuovi casi a fronte, comunque, di una parallela discesa dei tamponi e crescono leggermente i morti

Nurses Tillmann, left, and Jennifer work on the COVID-19 ward of the Bethel Hospital in Berlin, Germany, Wednesday, Nov. 11, 2020 . This ward treats patients who have tested positiv on the coronavirus do not require ventilation. (Kay Nietfeld/dpa via AP)

MILANO – Prende forza il calo dei ricoveri di positivi al coronavirus in Italia, mentre scendono leggermente i nuovi casi a fronte, comunque, di una parallela discesa dei tamponi e crescono leggermente i morti. Il bollettino del ministero della Salute presenta un quadro a luci e ombre, segno del fatto che la lotta contro il Covid-19 in Italia deve proseguire. D’altronde, mette in guardia anche il monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità e del ministero. “Dopo molte settimane diminuisce leggermente, per la prima volta, l’incidenza di casi di Covid-19 nel nostro Paese, anche se si mantiene molto elevata, superiore a 700 casi per centomila abitanti”, dice l’epidemiologo Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del dicastero guidato da Roberto Speranza. E poi sottolinea che “l’Rt si fissa a 1,1. Quindi, si nota un primo effetto delle misure di contenimento finora adottate. Purtroppo aumentano i ricoveri ospedalieri e soprattutto quelli in terapia intensiva”. “Data la situazione – è il pensiero di Rezza – è bene continuare a mantenere comportamenti prudenti e tutte quelle misure che siano adeguate rispetto all’evoluzione dell’epidemia”.

Tornando agli ultimi dati, sono 28.352 i nuovi contagi per un totale di 1.538.217 e 827 i decessi nelle ultime 24 ore, con 53.677 morti complessivi. Ammontano, invece, a 222.803 i tamponi analizzati contro i 230.007 di ieri, quando ci sono state 29.003 infezioni e 822 vittime. L’indice di positività si attesta al 12,72%. In picchiata rispetto a dieci giorni fa: il 16 novembre scorso, infatti, il rapporto fra nuovi casi e test sfiorava il 18% (17,9%). Ma ci sono altre buone notizie. Partiamo dal fatto che ancora una volta i guariti superano i contagiati. Sono 35.647 gli italiani che hanno superato la malattia (696.647 dallo scorso febbraio) e, quindi, oltre 12mila in più rispetto alle nuove infezioni. La pressione ospedaliera sembra attenuarsi: 64 in meno in 24 ore i pazienti in terapia intensiva, con 3.782 posti occupati. E segno meno anche per i ricoverati con sintomi (-354) per un totale di 33.684.

In ogni caso, secondo il report del ministero della Salute e dell’Iss, al 24 novembre, “17 regioni avevano superato almeno una soglia critica in area medica o terapia intensiva. Nel caso si mantenga l’attuale trasmissibilità, quasi tutte le regioni hanno una probabilità maggiore del 50% di superare almeno una di queste soglie entro il prossimo mese”. Fra le regioni più colpite dalla seconda ondata, c’è la Lombardia, che però sta vivendo un trend di “numeri positivi”, sottolinea il governatore Attilio Fontana, con il calo dei ricoveri che si riconferma (-127 nei reparti e -9 in terapia intensiva). Sono, invece, 5.389 nuovi casi. Seguono il Veneto con 3.418, il Piemonte con 3.149 e la Campania con 2.924 contagi.

(Luca Rossi – Lapresse)

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