L’unico a farci anche ridere

L'intervento di Oscar Di Maio

Oscar Di Maio

Sì, Maradona è morto. Ci credete? L’ultimo lazzo del Pibe ci ha dribblati ancora una volta. Voglio pensarla così, in un mondo piatto e sempre uguale a se stesso e imitatore, D10S ha voluto sorprenderci con l’ennesimo colpo di genio. Io per mestiere faccio l’attore, il comico. Sul palcoscenico saliamo a recitare una commedia già scritta. Certo, ognuno lo fa a modo suo e questo rende uno più bravo degli altri. Poi c’è il lazzo, la battuta inventata dall’attore, piazzata all’improvviso. Un grande rischio, rischiamo di snaturare completamente l’opera nella sua interezza. Ma quando il lazzo riesce con i tempi giusti è fatta: il teatro viene giù dalle risate, ridono anche gli altri attori in scena.

La grandezza di Maradona è questa: è riuscito a vivere e a giocare a calcio scrivendosi da solo, a colpi di lazzi geniali, l’intero copione della sua storia. A me Dieguito faceva ridere. Le sue finte mi hanno sempre fatto ridere. Gli avversari si scomponevano così tanto, gli spazi inventati dai suoi tiri e dalle sue finte erano così assurdi da farci ridere d’istinto. Un sogno per ogni attore. Attenzione! Non ha mai avvertito il bisogno di sfottere gli avversari. Per questo è stato amato da tutti, per questo siamo tutti attoniti di fronte all’incredibile e imprevedibile morte del genio assoluto venuto da una baraccopoli in Argentina. Su di lui si è detto e si dirà tanto, forse tutto.

Tra le migliaia di racconti possibili di una vita incredibile, vorrei che fosse sempre ricordato questo aspetto probabilmente secondario che a me, attore comico, colpisce nel profondo dell’animo. Fare ridere le persone senza dover ricorrere allo strumento della ‘cattiveria’ è una qualità umana preziosa. Altro che cattivo esempio! Diego è stato un esempio di umanità viva e cruda, autenticamente vera. Il calcio di Maradona non aveva nulla da recitare. Con un’ispirazione sempre rinnovata, inventava costantemente gesti e colpi. Ho sempre ritenuto sciocco dividere l’uomo dal calciatore. E’ un esercizio retorico falsificante, anche se ne comprendo la necessità narrativa. Vita, morte, calcio, errori e guizzi sono un tutt’uno che ci hanno regalato un mito complesso e umano, che ha saputo sbagliare. E così, in questi giorni in cui ancora si proverà con artifici strumentali a sporcare il ricordo di Maradona, aggrappiamoci all’interezza del suo simbolo, all’unicità della sua vita ‘tutta insieme’, senza scinderla. Io lo farò ridendo ancora delle sue finte e ricordando il rispetto dimostrato verso i suoi avversari semplicemente giocando. Voi cercate la vostra strada abbandonando moralismi semplificatori e falsi. Diego è riuscito a raddrizzare un po’ un mondo tutto storto. E va solo ringraziato. Adios.

di Oscar Di Maio

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