Terrorismo, ‘studiava’ e si addestrava per compiere attentati: arrestato a Cosenza

Un tutorial su "come diventare terroristi jihadisti in pochi passi"

Foto LaPresse - Marco Cantile

COSENZA – Un tutorial su “come diventare terroristi jihadisti in pochi passi”. È quello che, secondo i giudici, stava seguendo l’uomo arrestato in mattinata a Cosenza perchè accusato di “studiare” e di addestrarsi per essere pronto a compiere attività terroristiche, anche internazionali. Manuali di istruzioni sulla realizzazione di ordigni esplosivi e brochure su come comportarsi durante un attentato, infatti, sono solo alcuni dei documenti incriminanti trovati dalla polizia a casa del fermato. L’arresto è stato disposto dal gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Dda e delle forze antiterrorismo del capoluogo calabrese.

Le indagini sono partite grazie a una segnalazione – arrivata grazie alla collaborazione con forze di polizia di altri Paesi – sulle attività l’indagato in rete, dove condivideva messaggi e post di propaganda jihadista, in lingua araba, su una piattaforma di contenuti digitali. Gli agenti della Digos distrettuale di Catanzaro e di quella di Cosenza, con l’aiuto degli specialisti della polizia postale, si sono quindi concentrati sulle intercettazioni telematiche.

In particolare, gli investigatori hanno scoperto come l’uomo disponesse di numerosi account su piattaforme social – come Telegram, Rocket Chat, Riot – attraverso i quali partecipava a gruppi chiusi jihadisti. Per accedere a queste ‘community’ bisognava farsi accreditare, e dimostrare di essere affidabili agli amministratori dei canali. Le intercettazioni telefoniche, secondo la polizia, hanno confermato le prove già raccolte. Inoltre, gli agenti hanno trovato dei riscontri nei dispostivi informatici e nelle memorie Usb sequestrate anche se l’arrestato, a detta degli inquirenti, usava tecniche di archiviazione sicura del materiale diffuso dallo Stato Islamico. È proprio in tra quei file protetti sono stati rinvenuti i manuali di istruzioni sulle bombe, i tutorial sulla conduzione di operazioni terroristiche e i documenti sul come addestrarsi da soli per gli attentati. Sono stati trovati anche video e immagini di cruente esecuzioni dell’Isis, riviste ufficiali delle ‘agenzie di stampa’ dell’Isis, di Al Qaeda e di altri gruppi terroristici, oltre a documenti in lingua araba auto prodotti dall’indagato.

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha espresso la sua soddisfazione per l’operazione: “Complimenti alla Direzione distrettuale antimafia e all’antiterrorismo di Catanzaro e alle donne e agli uomini della polizia di Stato che hanno svolto un’indagine complessa, risolta dall’elevata capacità investigativa e dalla professionalità di magistratura e agenti. È stata confermata ancora una volta l’efficienza e l’efficacia del nostro sistema antiterrorismo”, ha aggiunto Lamorgese.

(LaPresse)

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