Covid, da oggi cambiano i colori di 5 regioni

Ma vengono tenute sotto controllo

Foto Roberto Monaldo / LaPresse Nella foto Roberto Speranza Photo Roberto Monaldo / LaPresse 06-11-2020 Rome (Italy) Chamber of Deputies - Information from the Minister of Health Roberto Speranza In the pic Roberto Speranza

Sono 5 le regioni che da oggi si apriranno a colorazione diversa: arancione per Calabria, Lombardia e Piemonte, gialla per Liguria e Sicilia. Una inversione di tendenza grazie ad una situazione dei contagi in miglioramento, segno che gli effetti del lockdown iniziano a dare i primi segnali positivi.

Lieve miglioramento

Cala anche  l’indice di trasmissibilità Rt: nel periodo di tempo dal 4 al 17 novembre calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,08 mentre in 4 regioni è inferiore a 1 che sta a significare, secondo il monitoraggio settimanale Istituto Superiore di Sanità-Ministero della Salute, una diminuzione significativa nella trasmissibilità: “Questa settimana si osserva per la prima volta in varie settimane una diminuzione nell’incidenza dei casi Covid a livello nazionale negli ultimi 14 giorni: 706.27 per 100,000 abitanti nel periodo 9/11/2020-22/11/2020 contro 732,6 per 100,000 abitanti nel periodo 2/11/2020-15/11/2020), sebbene questa rimanga a livelli molto alti”.

La frenata

Dunque un rallentamento dell’epidemia sembra esserci, ma l’importante è non abbassare la guardia. “La velocità di trasmissione dell’epidemia in Italia – si legge nella bozza del documento del governo – sta rallentando ed ha raggiunto livelli di Rt prossimi a 1 in molte Regioni/PA. Inoltre, per la prima volta da molte settimane, l’incidenza calcolata negli ultimi 14 giorni è diminuita a livello nazionale. Questi dati sono incoraggianti e segnalano l’impatto delle misure di mitigazione realizzate nelle ultime settimane. L’incidenza rimane tuttavia ancora troppo elevata per permettere una gestione sostenibile, pertanto sarà necessario raggiungere livelli di trasmissibilità significativamente inferiori di 1 consentendo una rapida diminuzione nel numero di nuovo casi di infezione e, conseguentemente, una riduzione della pressione sui servizi sanitari territoriali ed ospedalieri. Rimane inoltre elevato il numero di Regioni/PA che sono state classificate a rischio alto e/o equiparate a rischio alto”. E inoltre: “Si conferma la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile”.

L’appello

Intanto l’Intersindacale della Dirigenza Medica, Sanitaria e Veterinaria lancia un appello sul comportamento da rispettare durante le festività natalizie: “I dati mostrano segnali di rallentamento della crescita dell’epidemia da SarsCov2, tuttavia le condizioni di sovraccarico del sistema ospedaliero, con occupazione delle Terapie Intensive e aree COVID particolarmente elevata, impongono di non allentare le misure restrittive. Ricordiamo che nell’ultima settimana si sono contati oltre 200mila nuovi casi e 4.980 decessi mentre i ricoveri con sintomi sono attualmente più di 34mila”.

Fontana e Ciro, sacrifici ripagati

“Grazie ai sacrifici dei lombardi, apprezzati i dati epidemiologici – ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontanaora siamo in zona arancione e potremo riaprire gli esercizi commerciali. A breve la decisone del Governo”. Soddisfatto dei miglioramenti anche il governatore piemontese, Alberto Ciro: “Oggi è 0.84 il puntuale, 0.9 il medio – ha detto – quindi entrambi sono sotto quota 1. Quando il Piemonte era rosso eravamo a un Rt di 2.16, questo vuol dire che i sacrifici dei piemontesi sono serviti. Mi aspetto che venga attuato – aggiunge – quello che è previsto dal decreto del presidente del Consiglio. Vediamo la zona arancione come un passo che ripaga gli sforzi fatti, ma proprio perché non vengano vanificati abbiamo previsto delle misure regionali, che adotterò con una ordinanza, per esempio sui centri commerciali, dove prevediamo misure molto rigorose per evitare assembramenti, così come per le altre attività che è giusto che riaprano ma sempre in regime di sicurezza”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome