Scarichi nel fiume Rio Tella, sigilli a un caseificio ad Alvignano

Lo stabilimento di produzione casearia "Ponticorvo" è di proprietà di un imprenditore di Vico Equense, in provincia di Napoli.

La Forestale di Caserta, insieme a quella di Pietramelara e ai tecnici dell’ Arpac (l’agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania), ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo emesso su richiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ufficio del giudice per le indagini preliminari, nei confronti di M. P. nato a Vico Equense, in provincia di Napoli, in qualità di amministratore unico e legale rappresentante del caseificio Ponticorvo Srl, con stabilimento ad Alvignano, in provincia di Caserta.

Il provvedimento è scattato a seguito della rilevazione di una condotta di scarico attraverso la quale i reflui derivanti dall’attività
produttiva del caseificio si immettono nel Rio Tella, un affluente del fiume Volturno. M.P., fa sapere la Procura, è gravemente indiziato di aver dato luogo alla attivazione e mantenimento in funzione dello scarico di acque reflue industriali in assenza di autorizzazione, non essendo stata attivata la pompa di sollevamento presente nella vasca di raccolta delle acque reflue provenienti dagli impianti di lavorazione dei prodotti caseari.

E così i reflui, attraverso un by-pass costituito dallo sfioratore di piena della vasca di raccolta, vengono immessi direttamente nel fiume Rio Tella senza alcun trattamento di depurazione, provocando “la compromissione e il deterioramento significativo e misurabile delle acque”. L’indagine ha preso spunto dai rilievi ambientali che hanno comprovato un livello di inquinamento superiore a quello di allarme delle acque del Rio Tella, ormai di colore biancastro con produzione di un odore nauseabondo.

E’ stata così individuata una condotta di scarico dalla quale fuoriuscivano le acque reflue di colore biancastro, in prossimità del caseificio Ponticorvo. Con l’ausilio dei tecnici dell’Arpac è stata esperita una prova idraulica con la fluoresceina, che ha dimostrato la provenienza dello scarico dallo stabilimento. A seguito di ulteriori verifiche, si è accertato che l’autorizzazione allo
scarico delle acque reflue era scaduta da diversi mesi.

Nella stessa giornata sono stati esperiti campionamenti delle acque del Rio Tella, a monte ed a valle dello scarico del caseificio. I risultati analitici hanno certificato l’avvenuta compromissione ed il deterioramento significativo delle acque del corso d’acqua, pregiudicato dall’incremento di concentrazione di decine di migliaia di volte di tutti i parametri indicatori di inquinamento chimico, solidi sospesi totali, Bod5, Cod, grassi e oli, nonché di inquinamento microbiologico, escherichia coli, a valle dello scarico.

Tale ultimo accertamento ha permesso, quindi, di ipotizzare la sussistenza del delitto di inquinamento ambientale, oltre al reato di immissione di acque reflue, provenienti dalle lavorazioni casearie, senza preventiva depurazione e con scarico senza autorizzazione. La Procura, al fine di impedire il protrarsi delle condotte illecite, ha richiesto il sequestro preventivo della condotta di scarico.

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