Di Maio: “Ho rinunciato alle indennità. Colpiscono me per indebolire il Movimento”

La replica del ministro degli Esteri

Foto Domenico Stinellis / AP foto Luigi Di Maio

ROMA “Il Tempo di Francesco Storace oggi scrive che racconto balle e che non ho rinunciato alle indennità. Lo so, non dovrei nemmeno rispondere, ma siamo stanchi di queste bugie e di questi attacchi orchestrati ad arte dai soliti detrattori. In 7 anni ho rinunciato a circa 350mila euro tagliandomi lo stipendio e rifiutando qualsiasi forma di privilegio. Ho donato quei soldi a chi ne aveva bisogno, a imprese, attività commerciali, famiglie in difficoltà. Pensate che non mi avrebbero potuto far comodo? Ciononostante, c’è ancora chi prova a diffondere falsità e non possiamo più accettarlo”. Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, su Facebook.

La replica di Di Maio

“Colpiscono me per indebolire il Movimento 5 Stelle – spiega Di Maio -. Provano a buttarmi giù, ma non ci riusciranno. A dimostrazione della loro malafede, ecco la documentazione che attesta le mie ragioni. Leggete pure. L’indennità di trasferta (detta anche ‘diaria giornaliera’) è una forma di compenso che va a favore del dipendente per lo svolgimento di un’attività lavorativa esercitata al di fuori della sede contrattuale, cosa che naturalmente per un ministro degli Esteri avviene molto spesso visto che viaggiamo molto. Mi spetterebbe per legge e io rinuncio anche a questa. Così come ho deciso di tagliarmi la scorta, così come rinuncerò anche al Tfr di fine mandato”.

(LaPresse)

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