Dpcm, Salvini: “Parlare ora di divieti a Natale è spargere terrore e depressione”

L'opinione del leader della Lega

Foto Claudio Furlan - LaPresse Nella foto: Matteo Salvini

ROMA – “Decidere il 30 novembre cosa devono fare gli italiani il 25 dicembre significa che o uno è veggente oppure evidentemente ha già deciso. Se arriviamo nei pressi del Natale e l’emergenza sanitaria è ancora totale evidentemente l’ultimo dei problemi è la cena a Capodanno e lo sci, se invece la curva si ferma e i gestori degli impianti sono in grado di gestirli in sicurezza io dico perché no?”. Così Matteo Salvini, segretario della Lega, è stato ospite del programma “L’imprenditore e gli alti”, condotto dal fondatore dell’Unicusano Stefano Bandecchi su Cusano Italia Tv.

“Gli italiani stanno dimostrando assoluto buonsenso, penso che nessuno stia preparando il veglione di capodanno con 150 persone e la banda che suona. Pensiamo ai congiunti fuori regione che chiedono semplicemente di andare a trovare i propri cari, perché dire di no oggi? Io non credo che qualcuno voglia andare ad accalcarsi su una funivia a respirarsi addosso perché il virus uccide. Ma dire oggi: Natale su skype, Natale a distanza, Gesù bambino deve nascere due ore prima, uno di Piacenza non può andare a Pavia, mi sembra solo un modo per spargere terrore e depressione. Se c’è emergenza sanitaria si chiude e stop, se la situazione è invece più tranquilla non credo che il problema sia un figlio che lavora in un’altra regione e vuole andare a trovare la madre”, ha aggiunto.

(LaPresse)

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