Napoli, donna positiva partorisce in casa ma la bimba muore. Aperta un’inchiesta

Arrivati nell'abitazione, la donna è stata soccorsa mentre per la piccola il medico ha potuto solo constatare il decesso

NAPOLI – Non ce l’ha fatta la piccola nata prematuramente e venuta alla luce al sesto mese di gravidanza. La madre, una donna di quasi 30 anni, positiva al coronavirus ha partorito nel proprio appartamento, nel Borgo di Sant’Antonio Abate, a Napoli. Il padre della piccola si è rivolto agli agenti del commissariato Arenella, denunciando ritardi nei soccorsi da parte del 118, arrivato, secondo quanto riferito alla polizia, oltre mezz’ora dopo la telefonata di emergenza. Ma il responsabile del 118 di Napoli, Giuseppe Galano, difende l’operato dell’équipe e dice: “Nessun ritardo, è stato fatto tutto il possibile”.

La vicenda

Quando la donna ha accusato forti dolori all’addome, il marito ha chiamato immediatamente il 118, ma i soccorsi sarebbero arrivati diversi minuti più tardi. La magistratura ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e della salma della piccola, per fare chiarezza sull’accaduto.

Aperta un’inchiesta

Per il padre, la bambina si sarebbe potuta salvare se l’intervento dell’ambulanza fosse stato tempestivo. “Ho controllato le schede di intervento, dopo essersi preparati, sono partiti a razzo – afferma Galano – l‘équipe è arrivata nel giro di 25 minuti. Occorre considerare che ad ogni intervento gli uomini del 118 devono prepararsi, indossando tutti i dpi indispensabili per gli interventi”. Il personale del 118, infatti, effettua il cambio di ogni dispositivo di protezione individuale a ogni intervento, un’operazione che richiede qualche minuto in più, ma che si è resa necessaria dalle misure di contenimento del contagio. “Non è pensabile immaginare che per l’intera durata del turno – sottolinea Galano – il personale indossi tuta, guanti, mascherine e visiera”.

I soccorsi

Arrivati nell’abitazione, la donna è stata soccorsa mentre per la piccola il medico ha potuto solo constatare il decesso. “Va considerato che la madre è positiva al covid e che il parto è avvenuto al sesto mese di gravidanza – sottolinea Galano – elementi che hanno reso tutto ancora più difficile”. “Siamo addolorati ed esprimiamo il massimo cordoglio per quanto accaduto – ha concluso – Mi dispiace davvero per tutto quello che è successo, per una vita che si è persa, il 118 ha fatto il proprio dovere e fino in fondo”.

(LaPresse/di Laura Pirone)

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