Caltanissetta, braccianti tenuti come schiavi: 12 arresti

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse 05-07-2020 Roma , Italia Cronaca Manifestazione Stati Popolari - rendere visibili gli invisibili Nella foto: Immigrati braccianti dell'agricoltura in Piazza San Giovanni Photo Mauro Scrobogna /LaPresse July 05, 2020  Rome, Italy News Popular States demonstration - making the invisible visible In the picture: Agricultural laborers immigrants in Piazza San Giovanni

CALTANISSETTA – I carabinieri di Caltanissetta hanno eseguito nella notte 12 ordinanze di custodia cautelare – 11 in carcere, uno agli arresti domiciliari – nei confronti di altrettante persone indagate per associazione per delinquere, finalizzata al reclutamento ed allo sfruttamento della manodopera allo scopo di destinarla al caporalato, alle estorsioni, al sequestro di persona, alle rapine, alle lesioni aggravate, alle minacce, alla violazione di domicilio, alla violenza o minaccia per costringere a commettere un reato. Una persona è ancora ricercata. Durante le perquisizioni avvenute nella notte, nell’ambito dell’operazione ‘Attila’, sono stati trovati i registri dei caporali pakistani che destinavano i loro connazionali al lavoro presso titolari di aziende agricole, in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori, accordandosi sull’entità del compenso, che si aggirava sui 25-30 euro al giorno, direttamente con i datori di lavoro e trattenendo per sé una parte o persino la totalità del corrispettivo, già basso. Le timide rimostranze avanzate dai lavoratori per ottenere il compenso loro spettante venivano represse dai sodali attraverso efferate spedizioni punitive. Ed è proprio in questo contesto che è maturato l’omicidio del pakistano Adnan Siddique avvenuto la sera del 3 giugno scorso: l’uomo si era ribellato, denunciando i suoi caporali. Delitto per il quale ci sono stati sei arresti.

Oppure la minaccia e l’aggressione nei confronti di un cittadino mentre passeggiava insieme ad un suo amico cingalese.

Ed ancora, il gruppo aveva costretto un giovane ghanese a commettere un furto presso una casa di campagna sottraendogli anche 600 euro, denaro che la vittima aveva con sé.

In un altro episodio alcuni degli odierni arrestati e altri non identificati si recarono presso l’abitazione del giovane ghanese armati di bottiglie di vetro, di una pistola e di alcuni coltelli, inveendo contro di lui e minacciandolo che “gliel’avrebbero fatta pagare”: per sua fortuna, la vittima riusciva a darsi alla fuga e a rifugiarsi presso una rivendita ambulante.

Infine, nel dicembre del 2019, quattro dei soggetti armati di pistola e coltelli, fecero irruzione all’interno della comunità denominata “I Girasoli Onlus” e malmenarono due minori ospiti della struttura, “colpevoli” di aver avuto un banale diverbio con un altro minorenne che aveva invocato l’intervento del leader e della sua banda.

(LaPresse)

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