L’Austria blinda le sue montagne: sci solo per i residenti

© Reporters / LaPresse 16-02-2009 Lech am Arlberg, Austria Esteri I reali d'Olanda in vacanza sulla neve. Nella foto: la regina Beatrice, il principe ereditario Willem-Alexander con la moglie, la principessa Maxima e le loro figlie Amalia, Alexia, Ariane e il principe Constantijn, la principessa Laurentien, la contessa Eloise, il conte Claus-Casimir e la contessa Leonore Only Italy *** Local Caption ***

VIENNA – L’Austria blinda le sue montagne. Lo sci, come gli altri sport all’aperto, tranne quelli di contatto e di squadra, sarà permesso a partire dal 24 dicembre. Ma, a partire dal 7 dicembre, e fino al 10 gennaio, il governo di Vienna introdurrà l’obbligo di quarantena di dieci giorni per gli stranieri che verranno da zone a rischio. Ovvero, da tutte le aree che registrano più di 100 infezioni ogni 100mila cittadini, come annunciato dal cancelliere Sebastian Kurz.  Tra questi, ovviamente, rientrano Italia e Germania. L’Austria cerca così, con una sorta di deterrente per i turisti, di frenare le polemiche nell’Ue per quanto riguarda le vacanze sulla neve. Paesi come Italia, Germania e Francia infatti si stanno dirigendo sempre di più verso una chiusura definitiva degli impianti sciistici almeno per il periodo natalizio, per evitare code e assembramenti che possano far risalire la curva del contagio.

Ad ora  l’unico Paese dell’arco alpino in cui è già possibile solcare le piste è la Svizzera: sono 10 le località che hanno aperto gli impianti, tra cui Verbier, Crans Montana, Andermatt, Davos e Zermatt.

Per giorni, Roma e Berlino hanno cercato di guidare l’Europa verso una linea comune, sia per non creare evidenti svantaggi economici per gli impianti chiusi, sia per evitare fughe in altri Paesi ed esplosioni di focolai di Covid sulle montagne.

L’Austria ha trovato oggi il modo di sfilarsi dalle pressioni di Giuseppe Conte e Angela Merkel: un’apertura parziale, quella di Vienna, e riservata solo agli austriaci.

Per il cancelliere Kurz infatti i settori del turismo e della ristorazione non inizieranno a riaprire fino al 7 gennaio. Ciò significherà effettivamente che, durante le festività natalizie, sarà possibile sciare nella maggior parte dei casi solo durante le gite di un giorno per quei residenti austriaci che vivono abbastanza vicino alle Alpi.

Una scelta che ha trovato il plauso di Bruxelles: “Sono compiaciuta della regola varata in Austria, ricordiamo l’esperienza di marzo quando dopo la settimana bianca inconsapevolmente i cittadini hanno portato a casa il virus. Non è lo sci in sé, ma le attività che lo circondano”, ha commentato la commissaria Ue alla Salute Stella Kyriakides, esortando gli Stati membri a non allentare le restrizioni. Allo stesso modo, la Francia ha annunciato le prossime misure che verranno messe in atto dal governo per scoraggiare i concittadini dal recarsi all’estero a sciare durante le vacanze di Natale. Il premier Jean Castex ha fatto sapere che verranno effettuati controlli a campione alle frontiere, verrà disposta la quarantena di sette giorni e tutti verranno sottoposti a test Covid-19.

Dall’Italia, la presidente dell’Anef (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari), Valeria Ghezzi, ha ricordato che “l’apertura eventuale degli impianti in Austria e Svizzera ci creerebbe un danno importante, perché noi quest’anno potremmo puntare solo sulla clientela italiana e rischiamo che il 35% di chi sarebbe venuto da noi si potrebbe spostare all’estero e non è detto che torni in Italia l’anno prossimo”. “Abbiamo capito che non si apre a Natale, ma abbiamo bisogno di una data certa per aprire a gennaio o di una certezza sulla non apertura, per evitare di affrontare a vuoto ulteriori spese”, conclude Ghezzi.

di Valentina Innocente (LaPresse)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome