Coronavirus, 70mila militari per i controlli a Natale. Oggi altre 662 vittime

Non si può abbassare la guardia, rischiando che Natale diventi una nuova estate, con una terza ondata a inizio 2021: è il mantra che ripetono il Governo e il Cts

Nurses Tillmann, left, and Jennifer work on the COVID-19 ward of the Bethel Hospital in Berlin, Germany, Wednesday, Nov. 11, 2020 . This ward treats patients who have tested positiv on the coronavirus do not require ventilation. (Kay Nietfeld/dpa via AP)

MILANO – La curva dei contagi resta in linea con i giorni scorsi (21.052 nuovi casi) mentre scende un po’ il numero dei decessi legati al coronavirus (662 in 24 ore), e il Viminale sta predisponendo le misure da adottare in vista delle Feste per spingere gli italiani a rispettare le norme dell’ultimo Dpcm. In questo quadro la ministra Luciana Lamorgese ha annunciato che circa 70mila militari si affiancheranno alle forze dell’ordine per i controlli. Non ci sarà una “militarizzazione delle città”, però, quindi, ha detto, “toccherà ad ognuno di voi evitare che ci siano file di persone ravvicinate”.

Controlli più serrati

La sorveglianza, che sarà fatta “con equilibrio, è necessaria da parte delle forze di polizia, tant’è che da settembre a oggi ci sono stati circa 6 milioni di controlli, anche se il 52% nei mesi di ottobre e novembre. Il problema è la nostra responsabilità personale”. Nella circolare inviata dal Viminale ai prefetti, si chiede attenzione alle “principali arterie di traffico e sui vari nodi delle reti di trasporto” per monitorare gli spostamenti delle persone. Spostamenti per i quali servirà l’autodichiarazione. Ai prefetti viene poi chiesto di predisporre “mirati servizi di controllo del territorio, specie in prossimità delle festività natalizie, dedicando particolare attenzione alle aree di maggiore affollamento”.

Governo e Cts: non abbassare la guardia

Non si può abbassare la guardia, rischiando che Natale diventi una nuova estate, con una terza ondata a inizio 2021: è il mantra che ripetono il Governo e il Cts, con ancora un numero di decessi troppo alto. Buone notizie vengono invece dai ricoveri, in calo sia nei normali reparti (sono 30.158, 1.042 meno di ieri), sia nelle terapie intensive (3.517, 50 in meno). Calano anche gli attualmente positivi: sono 3.533 meno di ieri (754.169).

“Prima di vedere un calo nel numero dei decessi, dovremo attendere almeno 2 o 3 settimane”, ha detto il virologo Andrea Crisanti. Spiegando che “le morti sono il riflesso del numero di persone che si sono ammalate: abbiamo avuto diverse settimane con oltre 30mila nuovi casi al giorno, dunque per vedere un calo dei decessi dovremo attendere”.

Vaccino in arrivo

Per quanto riguarda la lotta alla diffusione del virus, “fino all’Epifania le regioni resteranno di tre colori differenti”, ha detto il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità. Poi, ha invece sottolineato il ministro della Salute, Roberto Speranza, “il 2021 sarà l’anno in cui finalmente avremo un vaccino e cure sicure ed efficaci. In modo particolare dagli anticorpi monoclonali. Sarà l’anno che ci consentirà di metterci alle spalle questi mesi difficili. Ma non avverrà purtroppo in un battito di ciglia, ci saranno ancora settimane dure. Però finalmente possiamo dare un messaggio ai cittadini di ragionata fiducia”.

Vaccino che, almeno all’inizio, non sarà obbligatorio, ha aggiunto Speranza: “Quando l’Ema arriverà a dire che il vaccino è sicuro possiamo essere certi che il vaccino sarà sicuro. In questi mesi dobbiamo fare una grande campagna di informazione ai cittadini. Nei piani del Governo c’è arrivare all’immunità di gregge. All’inizio punteremo sulla volontarietà della vaccinazione, e io sono ottimista. Tutti sono consapevoli che il vaccino è la strada per sconfiggere questo virus e lasciarci alle spalle mesi drammatici. Io sono convinto che gli italiani si vaccineranno volontariamente. L’obbligatorietà? Valuteremo in corso d’opera”.

(LaPresse/di Claudio Maddaloni)

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