Serie A, Juve ribalta Toro: Nkoulou illude, McKennie-Bonucci firmano rimonta

Decisivo il goal di Bonucci

Foto Marco Alpozzi/LaPresse 05 Dicembre 2020 Torino, Italia sport calcio Juventus Vs Torino - Nella foto: Leonardo Bonucci (Juventus F.C.); esulta dopo il gol

TORINO – Il solito Toro, la solita Juve. Anche se alla fine i tre punti li porta via Pirlo, che può essere soddisfatto per il risultato, non certo per la prestazione. I bianconeri steccano sul piano del gioco e del carattere, acciuffando in extremis una vittoria che sembrava impossibile da strappare a un quarto d’ora dalla fine.

I granata crollano nel finale

Il vantaggio iniziale di Nkoulou e un’ora abbondante giocata su buoni livelli non sono bastati a Giampaolo per espugnare lo Stadium: l’uno-due firmato da McKennie e Bonucci (su doppia imbeccata di Cuadrado, il migliore) ha condannato il Toro, che resta in fondo alla classifica, in difficoltà più sul piano mentale che su quello tecnico. La Juve sale a meno tre dal Milan, ma il successo nel derby non deve ingannare: il lavoro da fare per provare a tornare la cannibale degli anni scorsi è ancora molto.

Senza lo squalificato Morata Pirlo cambia gli uomini ma soprattutto l’atteggiamento in campo. Perché il 4-4-2 diventa in fase di impostazione quasi un 4-2-3-1, con Bentancur e Rabiot a comporre la diga davanti alla difesa e i vassalli Kulusevski-Dybala-Chiesa (preferito a Bernardeschi) pronti a servire re Cristiano. L’approccio più sbilanciato della Vecchia Signora però produce il primo tiro dopo 44′ (‘passaggio” a Sirigu di Dybala da fuori area) , mentre dietro sono dolori. Perché il Toro dopo la zampata in avvio di Nkoulou, il più lesto a raccogliere un pallone vagante in area piccola, sfiora in più di un’occasione il raddoppio.

Szczesny dice no a Zaza in campo aperto, poi è una spallata, ruvida ma pulita, di de Ligt sul pimpante Linetty a frenare il polacco lanciato a rete. In entrambe le occasioni a ricamare è Belotti, che invece ci prova in prima persona proprio sul gong del primo tempo, in acrobazia sul cross sul secondo palo di Ansaldi.

L’ultimo sussulto in attacco della partita del Toro coincide con l’ora più buia per la Juve. Inconcludente, con poco equilibrio in campo e ancor meno idee. A centrocampo Bentancur e Rabiot sono assenti ingiustificati, davanti non c’è organizzazione, un piano tattico per provare a mette in difficoltà la retroguardia granata. I singoli finiscono per intestardirsi e l’intera squadra ne risente. Anche sul piano caratteriale le risposte che si aspettava Pirlo non arrivano. A un pessimo approccio alla partita (non è la prima volta…) fa seguito una mancata reazione allo schiaffo subito. Solo nel secondo tempo la situazione migliora leggermente. Anche per un calo, di nervi e fisico, dell’avversario.

E’ il gol annullato dal Var a Cuadrado – per fuorigioco di Bonucci – a dare la scossa a bianconeri dopo un’ora di nulla. Pirlo tenta il tutto per tutto pescando dalla panchina Ramsey (spento) e soprattutto McKennie. Lo statunitense infatti trova la zuccata vincente su pennellata di Cuadrado dalla destra. Dopo essersi difeso con un certo ordine il Toro rivede i soliti spettri. E infatti nel finale Bonucci, in un’azione copia del gol del pareggio, firma il gol che vale i tre punti e un avvicinamento più tranquillo al Barcellona. (LaPresse)

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