Casalesi, l’incontro tra Iavarazzo e Aletta sotto la lente dell’Antimafia

Mario Iavarazzo, collaboratore di giustizia
Mario Iavarazzo, collaboratore di giustizia

Cosa è diventata e come si è organizzata la mafia Casalese nella zona atellana negli ultimi anni: ad aiutare gli inquirenti a capirlo c’è Mario Iavarazzo, ex uomo del clan Schiavone, per diversi mesi gestore della cassa della cosca e da un anno collaboratore di giustizia. La Dda di Napoli sta approfondendo ciò che ha riferito lo scorso giugno ai pm Simona Belluccio e Fabrizio Vanorio in merito ad una sua chiacchierata con Michele Aletta, già presidente della Real Ortese.

“E’ una persona che conosco bene perché era stata collocata dalla famiglia Russo sui territori di Orta e Succivo, anche in considerazione all’ottimo rapporto con Angelo Brancaccio, del quale era uno stretto collaboratore”, ha sostenuto Iavarazzo. Aletta nel 2015 venne arrestato in un’operazione antimafia tesa a disarticolare proprio gli affari illeciti dei Russo: in primo grado è stato assolto dall’accusa di associazione mafiosa dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere ed ora sta affrontando il processo d’appello a Napoli (nel quale sono state depositate proprio le nuove accuse di Iavarazzo).

Salvatore Mundo

Non solo legami con gli amministratori. L’ex presidente della Real Ortese, ha dichiarato il pentito, “era molto amico di Salvatore Mundo e della moglie Maria Grazia Lucariello. Era l’interfaccia tra il clan, gli imprenditori e i politici locali – ha aggiunto -. Certamente ha ricoperto questo ruolo fino alla data del mio arresto nel 2011”.

Iavarazzo, uscito da galera nel 2015, ha incontrato Aletta tra il 2017 e il 2018, durante una partita di campionato della squadra del Villa Literno. “In quella occasione io e Michele ci appartammo per parlare, lui mi disse che era molto soddisfatto del processo nel quale era stato coinvolto”. L’attenzione degli inquirenti è rivolta a questa chiacchierata che nei verbali finiti nel processo a carico dell’ex numero uno della squadra ortese è stata omissata: approfondimenti in corso.

Maria Grazia Lucariello
Maria Grazia Lucariello

La zona atellana, soprattutto per il suo sviluppo demografico ed economico avuto negli ultimi anni, è diventata un’area con un’elevata attrattiva per le cosche. E quando gli interessi criminali si radicano, oscillando dal classico pizzo allo spaccio di droga, passando per l’attenzione al mondo degli appalti pubblici, tra i protagonisti mafiosi rischia di esserci competizione, esigenza di organizzazione. E tutto spesso sfocia in scontri, in gesti rumorosi. Come quello del 14 dicembre scorso, quando sono stati esplosi colpi di pistola in direzione del portone dell’abitazione della Lucariello, moglie di Mundo e sorella del collaboratore di giustizia Orlando.

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