Furti e assegni, il ritorno del clan a Villa Literno

Indagini al via dopo i recenti episodi ai danni di alcuni operatori locali. Raid nelle ville di facoltosi, coinvolta una gang di stranieri al soldo della cosca . Diversi imprenditori e commercianti avvicinati per un cambio di titoli di credito da uomini vicini agli Ucciero-Tavoletta

VILLA LITERNO – Sono tornati. Dopo anni di assenza dal territorio hanno ripreso le loro attività estorsive. Si tratta di alcuni esponenti del clan Ucciero-Tavoletta. Cambio di assegni, soprattutto. Negozianti, imprenditori e commercianti sono le vittime designate. Qualcuno ha risposto che gli assegni non si usano più tanto. Altre forme di transazione hanno negli ultimi anni presso il sopravvento. Ma loro sono rimasti fedeli ai vecchi metodi. E nelle ultime settimane soprattutto nel periodo precedente alle festività di Natale, hanno chiesto di monetizzare assegni la cui finalizzazione si rivela poi incerta.

Sono almeno due le persone che si muovono. Non utilizzano metodi mafiosi e non evocano il nome del clan. Ma la loro storia parla per loro e tanto basta agli occhi di chi li conosce. Qualcuno però ha capito i rischi derivanti dalla richiesta ed ha raccontato ad altri la sua triste esperienza. Fino a che le circostanze sono giunte sul tavolo degli investigatori. Una notizia di reato quella a cui si sta lavorando.

Un quadro che potrebbe essere completato da alcuni furti, tra cui quelli nelle ville delle famiglie di imprenditori Pagano e Oliviero, che si sono verificati a Villa Literno nelle ultime due settimane. Dietro quei furti potrebbe esserci la stessa regia. Quella del clan Ucciero-Tavoletta con l’aiuto di una gang di stranieri, albanesi soprattutto. Ipotesi investigativa, quella al vaglio degli investigatori suffragata dalla presenza in piazza di alcuni uomini che un tempo avevano un ruolo attivo nella cosca al cui comando per la Dda di Napoli c’è ancora Massimo Ucciero, detto ‘capa spaccata’, 40 anni compiuti un mese fa. E’ in carcere dal settembre del 2003. Ma chi fa il suo nome incute ancora paura.

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