Campania, buoni pasto della Croce Rossa fermi a maggio

Da Roma stop alla distribuzione da otto mesi, le sedi regionali vanno avanti con le donazioni. Il presidente Tangredi: “I prossimi solo a fine gennaio”.

Croce Rossa, la consegna dei pacchi di Natale
Croce Rossa, la consegna dei pacchi di Natale

Dove sono finiti i buoni pasto della Croce Rossa? L’ultima tranche è quella di maggio. Poi il nulla. Ci sono sia i numeri che le storie a fotografare la crisi che attanaglia Napoli e la Campania, effetto collaterale del virus che non leggiamo in cartella clinica ma nelle tabelle di report impietosi. La forchetta dell’incremento di nuovi poveri nella regione oscilla, secondo dati forniti dalla Caritas, tra il 33 e il 45%.

L’immagine che i numeri restituiscono è quella di code sempre più lunghe alle mense cittadine, in fila per la distribuzione di un pacco alimentare o un pasto caldo. I volti nuovi sono quelli di giovani colpiti dall’aumento della disoccupazione che, dati Svimez alla mano, cresce a ritmi tre volte maggiori rispetto alle regioni del Centro e del Nord del Paese.

Sono storie di saracinesche abbassate per l’ultima drammatica volta, di contratti non più rinnovati, cui spesso ha dovuto far fronte la solidarietà promossa dal basso e nient’altro. A Natale il Comitato della Croce Rossa di Napoli, grazie all’aiuto dell’associazionismo cattolico, aveva distribuito centinaia di pacchi alimentari. Ma da via Toscana numero 12, a Roma, sede del Comitato Nazionale della Croce Rossa Italiana, l’ultima tranche di buoni spesa distribuita alle sedi regionali risale a otto mesi fa.

Stefano Tangredi, presidente della Croce Rossa Campania
Stefano Tangredi, presidente della Croce Rossa Campania

“Tra aprile e maggio, durante il primo lockdown – spiega al telefono il presidente del Comitato regionale della Croce Rossa, Stefano Tangredi – la sede nazionale ha distribuito una tranche di buoni spesa affidandosi agli assistenti sociali per l’individuazione degli indigenti e ai comitati provinciali per la distribuzione”. I buoni, come prevedibile, sono stati esauriti: la domanda no. Ma da aprile ad oggi, ci si è affidati piuttosto all’iniziativa delle singole sedi.

Mesi di silenzio riempiti alla meglio dai distaccamenti provinciali che sono riusciti a stipulare accordi con i supermercati, con altre associazioni di volontariato, o semplicemente aiutati dalle donazioni dei cittadini campani. Un gesto, pur solidale, che non ha appianato i termini della sproporzione tra domanda e offerta.

Novità potrebbero arrivare insieme all’anno nuovo: “Probabilmente a fine gennaio – annuncia il presidente Tangredi – avremo una seconda consegna di buoni da parte del nazionale a tutti e 28 i comitati della Campania”. La speranza comune è che la nuova tranche sia all’altezza dell’intervallo di circa otto mesi che la separa dalla prima. E, soprattutto, che non ci si ritrovi nella condizione di dover aspettare quasi un anno per avere nuovi buoni da distribuire ai cittadini che non riescono più ad andare avanti.

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