Fuochi, 25enne di Caserta in fin di vita

Domenico Di Giacomo, uno dei tre fratelli coinvolti in un tragico episodio di cronaca di Capodanno, lotta da ore tra la vita e la morte

Domenico Di Giacomo

CASERTA (Roberto Della Rocca) – E’ significativo ed inquietante il silenzio che nella giornata di ieri ha regnato al Parco Primavera di Tuoro, il popoloso quartiere popolare dove nella notte di Capodanno si è consumata una vera e propria tragedia. Già ieri mattina, il web si era gettato con tutta la sua foga sulla notizia. Tre ragazzi feriti a causa dell’esplosione di un petardo particolarmente potente. E via il processo, mediatico, avviato dai commentatori social i quali, novelli Torquemada, non tardano a esprimere le loro opinioni: da un vago ‘gli sta bene’ a un augurio di morte sinistro. Sinistro perché il 25enne Domenico Di Giacomo, uno dei tre fratelli coinvolti nell’episodio di cronaca di Capodanno, lotta da ore tra la vita e la morte. Un ragazzo perbene in una famiglia perbene, come lo descrive chi lo conosce, perché non di soli criminali è fatto il mondo. Lavora da un barbiere e ha vissuto la sua vita senza problemi, né con la legge, né con la vita. Poi, con i fratelli, il 31 di dicembre, è sceso in strada per salutare l’anno nuovo e mandare al diavolo il 2020 con i fuochi d’artificio. Quello che è successo tocca ai Carabinieri ricostruirlo. Le immagini che vi proponiamo sono da zona di guerra. Auto distrutte, palazzine con i vetri in frantumi, la chiara macchia nera sull’asfalto segno dell’esplosione. Difficile ipotizzare cosa possano aver trovato sul posto i sanitari del 118 richiamati dopo la violenta esplosione avvertita, chiaramente, tanto a Tuoro, che nella vicina Santa Barbara e nel quartiere Petrarelle.

Gli altri due fratelli, uno di 17 anni, l’altro di 21, sono rimasti feriti ma sono tornati a casa, nel silenzio assordante del loro quartiere e nel vociare confuso dei social. Secondo i carabinieri della Compagnia di Caserta intervenuti sul posto, i tre avrebbero formato un mega-ordigno ammassando diverse bombe carta dal potenziale medio-alto; la deflagrazione ha creato un’onda d’urto dell’ampiezza di oltre trenta metri, che ha travolto i tre fratelli I carabinieri hanno trovato anche della plastica dove è avvenuta la deflagrazione, ipotizzando che i tre possano aver modificato le bombe carta illegali.

Sul posto anche i vigili del fuoco e i vigili urbani, per accertare i danni agli stabili. Tutto questo è al momento fonte di chiacchiericcio, contro cui si è espresso l’avvocato Luca Di Majo (da anni assieme al padre Giorgio assiste le famiglie nelle controversie sugli stabili del quartiere) che attraverso le colonne di Cronache invita alla pacatezza e alla prudenza: “Cominciare fin da subito a fornire certezze sulle colpe è grave – sostiene – evitiamo di buttare la croce addosso a dei ragazzi che stanno soffrendo, e non poco, e cerchiamo piuttosto di capire cosa realmente sia successo. In questi casi è opportuna e doverosa un po’ di cautela mentre si continua ad assistere – conclude l’avvocato Di Majo – ad una crocefissione ‘per sentito dire’ che non aiuta nessuno”. L’ultima parola agli inquirenti che dovranno ricostruire la dinamica dei fatti.

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