Napoli, la folla si accalca alla Mostra d’Oltremare per il vaccino – VIDEO

E' accaduto oggi a Fuorigrotta. Molti non sono stati convocati, ma hanno letto un messaggio fatto circolare su Whatsapp.

File chilometriche, code a zig-zag, maxi-assembramenti in un piazzale Tecchio gremito di persone. Inizia così la campagna vaccinale per gli operatori sanitari dell’Asl Napoli 1 Centro organizzata alla Mostra d’Oltremare. Lontana dalle telecamere e dai fotografi ingaggiati da Vincenzo De Luca, poche ore dopo l’apertura di una gigantesca voragine nel parcheggio dell’Ospedale del Mare, la sanità campana dà ancora una volta sfoggio della sua efficientissima organizzazione.

Sin dalle primissime, timide presenze si intuiva già che la pianificazione della giornata, da parte dell’azienda sanitaria napoletana, era tutto fuorché concertata. Le immagini che vi mostriamo parlano da sole. In migliaia si sono presentati ieri mattina alla sede fissata per la somministrazione del prezioso vaccino contro il contagio di coronavirus. Forse “rassicurati” dal fatto che ad attendere il proprio turno fossero medici, infermieri, operatorio socio-sanitari e tutte le figure che popolano gli ospedali, l’azienda capitanata da Ciro Verdoliva non ha pensato all’aspetto sicurezza: forze dell’ordine non pervenute, e il risultato è stato il caos più totale.

Ma perché erano così in tanti ieri mattina alla Mostra d’Oltremare? Possibile che l’Asl Na 1 abbia convocato in un solo giorno migliaia di persone? La risposta è no: in pochi sono stati davvero convocati. La maggior parte di coloro che ieri aspettavano in fila il proprio turno per l’iniezione del vaccino era stata avvisata non tramite comunicazione ufficiale, non tramite Pec e nemmeno tramite telefonata o messaggio privato, ma mediante un messaggino WhatsApp rimbalzato tra chat e gruppi dell’app di messaggistica istantanea.

“Abbiamo assistito a un’organizzazione scarsissima, da terzo mondo”, si sfoga, basito, un medico ginecologo che preferisce restare anonimo per una questione di privacy. “La situazione ieri mattina era avvilente: eravamo tutti sconvolti. E’ questo il trattamento riservato a una categoria che in questo momento sta rischiando la pelle per curare gli altri? Se questo è il modo di affrontare una campagna vaccinale per noi operatori medici, e cioè allo sbaraglio più totale, non voglio immaginare come verranno trattati tutti gli altri cittadini ‘normali’. Anche le postazioni per le vaccinazioni, anche se allestite in maniera funzionale e molto belle d’aspetto, peccavano tuttavia della più elementare organizzazione. Gli operatori addetti, al nostro arrivo, ci chiedevano: “Siete stati chiamati?”. E tutti rispondevano: “No”. Mi chiedo: non esistono altri metodi per gestire i pazienti? Ci si basa sull’avviso verbale?”, conclude l’uomo. Insomma, ore e ore di fila per arrivare alla fatidica postazione ed essere registrati quasi ‘a sorpresa’ sulla piattaforma preposta. E tutti quelli che non hanno ricevuto il messaggino da un collega? Resteranno esclusi? “Come al solito in Campania la grande assente è la programmazione. Sono anni che la Cisl denuncia un deficit di governance regionale, e come sempre a pagare sono i cittadini e gli operatori”, afferma Lorenzo Medici di Cisl Sanità Campania.

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