Impeachment, Fbi teme scontri per l’Inauguration Day dopo le minacce a Biden, Harris e Pelosi

Tutti i 50 Stati in allerta dal 16 al 20 gennaio

Foto AP /Julio Cortez

Per l’Inauguration Day si temono scontri con “proteste armate” dopo l’assalto al Campidoglio della scorsa settimana e che ha causato la morte di cinque persone. L’allerta è scattata in tutto il Paese e nelle 50 capitali degli Stati e a Washington dal 16 al 20 gennaio, giorno in cui verrà proclamato il nuovo presidente. I sostenitori del presidente uscente Donald Trump minacciano “la guerra civile se fosse dimesso con il 25esimo emendamento”.

Le indagini

In queste ore l’Fbi “ha raccolto informazioni su un gruppo identificato che chiedeva ad altri di unirsi per prendere d’assalto i tribunali e gli edifici amministrativi nel caso in cui il Presidente in carica sia rimosso” e su minacce rivolte “verso il presidente eletto Biden, alla vice presidente Harris e alla speaker della Camera Pelosi. Gli sforzi dell’agenzia sono concentrati nell’identificare e bloccare gli individui che incitano alla violenza e che sono coinvolti in attività criminali”. Intanto si è dimesso Chad Wolf, una delle figure chiave dichiarando “di aver dato istruzioni ai servizi segreti di anticipare le operazioni di sicurezza nazionale per l’inaugurazione di Biden”.

I preparativi

Le forze dell’ordine della Virginia, del Maryland e del New Jersey hanno avuto l’ordine di “inviare agenti a Washington per il giorno dell’inaugurazione”. In queste ore dal Dipartimento di Polizia di New York sono partite oltre 200 unità alla volta Washington dove la Guardia Nazionale schiererà oltre 15mila uomini.

Continuity of Government Operations

E per garantire l’uniformità del governo è stata approvata la ‘Continuity of Government Operations’ nel caso in cui “qualcuno cerchi di interrompere la transizione che diventata urgente alla luce delle minacce”. Intanto il sindaco di Washington, Muriel Bowser, ha chiesto alla popolazione “di evitare la città durante l’inaugurazione di Biden invitando tutti a partecipare virtualmente”, sottolineando che “se qualcosa mi fa paura è la nostra democrazia, perché dobbiamo fare i conti con fazioni estreme armate e pericolose”. La stessa Casa Bianca ha annunciato che “Trump ha approvato la dichiarazione di emergenza richiesta dal sindaco”.

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