Alitalia, allarme per i conti: stipendi a rischio. No al bando per la vendita del marchio

L'allarme rosso arriva direttamente dal commissario straordinario, Giuseppe Leogrande, che ha convocato d'urgenza nella serata di martedì i sindacati di settore per far presente che la situazione finanziaria dell'azienda in amministrazione straordinaria è "delicata"

Foto Filippo Monteforte AFP

ROMA – Altre nuvole nere per il futuro di Alitalia, che presto sarà formalmente sostituita dalla nuova ‘Ita’. Dopo i chiarimenti chiesti dalla Commissione Ue al Governo sul piano industriale, per la compagnia si palesa una nuova grana: il vettore rischia di non avere i soldi per pagare le prossime mensilità.

L’allarme

L’allarme rosso arriva direttamente dal commissario straordinario, Giuseppe Leogrande, che ha convocato d’urgenza nella serata di martedì i sindacati di settore per far presente che la situazione finanziaria dell’azienda in amministrazione straordinaria è “delicata”. Il commissario, spiegano fonti sindacali, ha espresso le “criticità relative alla tenuta economica della compagnia”. Sottolineando anche che se non cambiano le condizioni ci potrebbero essere ripercussioni sull’erogazione degli stipendi. Leogrande ha fatto in particolare riferimento all’arrivo della seconda tranche di aiuti previsti dal Dl Rilancio, circa 350 milioni.

Di questa somma però l’Ue, dopo alcune verifiche sui conti, ha autorizzato al momento 77 milioni in meno. Che gli amministratori dovranno attendere ancora per un tempo imprecisato. Ecco allora che, con il comparto aereo ancora in deciso ridimensionamento in attesa dell’effetto vaccini, per la ‘vecchia’ Alitalia i soldi in cassa potrebbero non bastare per coprire i costi fino all’operatività di Ita. Prevista non prima di aprile-maggio.

No al bando per la vendita del marchio

Nel corso dell’incontro il commissario ha invece smentito l’avvio di presunte procedure di bandi di gara per la vendita separata del marchio o della parte volo. Leogrande ha sottolineato la volontà di preservare l’insieme degli asset e non procedere con singole cessioni. Un fatto non di poco conto al momento, perché la Commissione Ue ha già scritto alla rappresentanza italiana a Bruxelles dalla Direzione generale della Concorrenza della Commissione Ue. Chiedendo all’Italia di garantire “la discontinuità con Alitalia e la validità del nuovo piano strategico”.

Gli obiettivi

Un punto essenziale per non incappare nella procedura per aiuti di Stato, e sbloccare i 2,9 miliardi di euro di investimenti assicurati dal Mef. L’Antitrust comunitario ricorda che i quasi 3 miliardi pubblici potranno essere ritenuti compatibili con le norme europee se l’operazione a sostegno di Ita avverrà a condizioni di mercato. E soprattutto se sussiste un’effettiva “discontinuità” economica tra la vecchia e la nuova Alitalia. Il faro di Bruxelles si concentra su diversi aspetti del piano industriale. Tra cui le stime di profittabilità nell’arco di piano al 2025 e la crescita nel medio raggio.

La nuova Ita secondo la Commissione Ue dovrà concentrarsi per l’appunto “sul business aviation, cedendo handling e manutenzione”. Oltre che “mettere a gara la controllata che gestisce le Millemiglia, cedere alcuni slot, chiarire la strategia multi-hub e fornire l’analisi della sostenibilità economica delle rotte e dei contratti di leasing degli aerei”.

(LaPresse/di Alessandro Banfo)

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