Renzi: “I nostri ministri si sono dimessi”. Patto di legislatura? “Pronti al governo istituzionale”

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse Nella foto: Matteo Renzi

ROMA – “Annunciamo le dimissioni delle ministre di Italia Viva Teresa Bellanova e Elena Bonetti, e del sottosegretario Ivan Scalfarotto“: lo dice Matteo Renzi in conferenza stampa alla Camera. “La crisi politica non è aperta da Italia viva, è aperta da mesi. E anche altre forze politiche hanno chiesto il salto di qualità”. “La democrazia ha delle forme e se non vengono rispettate allora bisogna avere il coraggio di dire che il re è nudo. E se per fare questo bisogna dimettersi, noi il coraggio lo abbiamo”.

Renzi ha poi sottolineato la “fiducia incrollabile nel presidente della Repubblica Mattarella“, alludendo così alla possibilità di risolvere la crisi in Parlamento, senza la necessità di passare per il voto. Dal punto di vista dei contenuti e delle motivazioni delle dimissioni, ha spiegato: “Noi pensiamo che si debbano affrontare tre punti cardine, punti che le due ministre e il sottosegretario hanno elencato nella lettera inviata al presidente del Consiglio”.

Le questioni poste a Conte sono tre: “La prima è di metodo. Noi abbiamo fatto nascere questo governo e abbiamo combattuto per non dare i pieni poteri a Matteo Salvini. E ora non consentiremo a nessuno di avere questi pieni poteri. Non consentiremo che il governo del Paese venga trasformato in un reality show: le questioni vanno affrontate seguendo tutti i passaggi istituzionali previsti, non con le dirette Facebook”. “Il secondo punto riguarda il merito: l’emergenza non può essere l’unico punto in comune che tiene in vita il governo”.

“Terzo punto è il Recovery plan: noi abbiamo fatto una grande battaglia sui fondi europei. E penso alla riforma della giustizia. Sarebbe giusto fare meno bonus e più investimenti. E ancora, il Mes vuol dire più fondi per la sanità: se siamo in emergenza servono più soldi per la sanità. Non prenderli per un motivo ideologico è irresponsabile. Irresponsabile è chi porta le ideologie contro la realtà. Voteremo a favore dello scostamento di bilancio e sulle misure sul Covid. In Aula saremo dalla parte del governo, quale esso sarà. Noi siamo pronti a dare il nostro sostegno, ma non siamo pronti a fingere che vada tutto bene per conservare la poltrona”.

Per questo patto di legislatura è necessario un cambio di premier? Pregiudiziale sui nomi? “Nessuna pregiudiziale. Noi non faremo mai i ribaltoni. Non daremo mai vita ad un governo con quelle forze sovraniste che abbiamo combattuto fino ad oggi. E’ escluso qualsiasi accordo con la destra. Questo anche per la storia personale di ciascuno di noi”.

“Volete sapere qual è il punto su cui si discute? – ha poi aggiunto Renzi rispondendo alle domande dei giornalisti presenti – Li mettiamo più soldi sulla sanità sbloccando il Mes? Li sblocchiamo i cantieri?”. “L’appello del presidente Mattarella sui ‘costruttori’ è bello, ma non si fa sulla sabbia. Se si formano dei gruppi di responsabili e Conte li vuole usare contro di noi, credo sarà un’occasione persa per costruire veramente un futuro per il nostro Paese”.

Quali sono gli sbocchi della crisi? “Tocca al presidente decidere e proporre. Noi siamo pronti a discutere. Se ci sarà un governo istituzionale siamo pronti ad appoggiarlo. Non ci interessa la nostra posizione, ci interessa spendere bene i soldi europei. Tra due anni l’Europa chiuderà la finestra delle opportunità”.

Il leader di Italia Viva ha poi detto no al voto anticipato: “Non credo che ora si possa andare al voto. Si voterà nel 2023, in maniera regolare. Nel frattempo bisogna che ci occupiamo di come creare nuovi posti di lavoro”.

La ministra dimissionaria Teresa Bellanova: “Perché adesso? Perché è il momento che i ‘costruttori’ entrino in campo. Per definire un impianto di governo su scuola, sanità e lavoro”.

Di nuovo Renzi: “Gli Usa sono il nostro migliore amico, il nostro grande alleato. Noi siamo al fianco del 46esimo presidente che tra qualche giorno si insedierà, Joe Biden, a Kamala Harris. Negli anni del mio governo è stata chiara la vicinanza con il presidente Obama. Il fatto che il 45esimo presidente (Trump) si sia comportato in modo così irresponsabile contro i pilastri della democrazia americana, avrebbe richiesto una condanna dura come quelle arrivate da Merkel, Johnson e Macron. Questo è il quadro. Nessuno di noi immagina di strumentalizzare quello che è accaduto in America, ma sarebbe stato saggio ascoltare parole di condanna anche dall’Italia”.

E se il premier Conte trova una stampella alternativa a Italia Viva, i cosiddetti ‘responsabili’? “Se hanno i responsabili, buon lavoro. Li hanno cercati? Sì, secondo me sì. Solo che non li hanno trovati. Magari ci potranno riprovare. E’ del tutto legittimo. Non abbiamo problemi. Rivendichiamo solo la libertà di non fare parte di tutto questo”.

“Io non so se questa la chiamerete crisi o no. Il fatto che si fosse pronti ad approvare il documento più importante senza averlo nemmeno letto è grave. Si può fare un nuovo governo Conte? Non abbiamo veti su nessuno. Non abbiamo pregiudizi. Lui disse a mò di sfida che il 30 dicembre sarebbe venuto in Parlamento. Se fosse venuto non ci saremmo offesi. Andare in Parlamento non è una minaccia, è la democrazia. Quindi se vorrà venire in Parlamento ci troverà in Parlamento. Sia chiaro che comunque non abbiamo veti, ma se vengono confermati i confini di questa maggioranza, non c’è solo un nome per Palazzo Chigi. Chi dice ‘o tizio o al voto’, allora sì che personalizza. Non ci aggrappiamo ad un nome secco. Siamo interessati all’Italia per i nostri figli”.

“C’è una domanda alla base di tanti commenti: ‘Ma come si fa ad aprire una crisi durante una pandemia?’. La democrazia o è sempre, o non è. In nome della pandemia non si può bloccare la libertà. Noi non vogliamo aprire la crisi, e siamo talmente liberi che ci dimettiamo. Durante la pandemia non è sospesa la libertà democratica. Volete risolvere questa crisi? Date più soldi alla sanità”.

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