Capaldo schiaffeggiato da Bianco, il favore ai Ligato e il clan da riorganizzare

Le richieste che il delfino del boss Michele Zagaria avrebbe fatto a Ciccio 'e Brezza nel Crai di San Nicola La Strada

CASAPESENNA – Nipote, ma soprattutto ‘delfino’ di Michele Zagaria. Arresti e sequestri, dopo la cattura dello zio, avevano indebolito la cosca, e a lui, Filippo Capaldo, uscito dal carcere nel 2014, toccava riorganizzarla. Per farlo incontrò Ciccio ‘e Brezza, al secolo Francesco Zagaria, cugino di Ciccio ‘a benzina (suo omonimo), marito di Elvira Zagaria (sorella del capoclan Michele).

I due si sarebbero visti nel supermercato Crai di San Nicola La Strada, dove Capaldo, all’epoca ai domiciliari, aveva ottenuto dal tribunale il permesso di lavorare come dipendente.

L’incontro alla Crai

Francesco Zagaria, dal 2019 collaboratore di giustizia, dice di aver guadagnato posizioni nel clan grazie alla sua partecipazione agli omicidi di Raffaele Lubrano e di Sebastiano Caterino. Ma fare lo specchiettista sarebbe stata solo una parentesi della sua vita criminale. Per i Casalesi era soprattutto un imprenditore. Attraverso Domenico Farina si occupava di edilizia e gestiva il caseificio Agathè, situato a Capua.

Francesco Zagaria

Quando incontrò Capaldo, ha raccontato alla Dda, informato da Paolo Siciliano che era lui il vero dominus del supermercato sannicolese, gli parlò “delle condizioni di fornitura” di mozzarelle. “Mi accordai per un prezzo maggiore a quello che il Crai faceva […]. Mi stava facendo un’attenzione in forza al legame che ci univa”.

Le richieste di Capaldo

La conversazione iniziata nell’ufficio, ha riferito il pentito, proseguì in un capannone. Il nipote di Michele Zagaria gli avrebbe fatto tre richieste: “La prima riguardava un litigio tra un figlio dei Bianco di Casale e suo fratello Francesco che era stato schiaffeggiato. […] Mi chiese di vendicare questo affronto con un atto violento, dicendomi che bisognava sparargli. Gli dissi che avremmo potuto scatenare una guerra di camorra. Ma sulle prime gli dissi di si”. La seconda, invece, è un recupero crediti che avrebbe dovuto fare nei confronti di un caseificio dell’alta casertano. “Il titolare aveva ricevuto 300mila euro dal clan, che non aveva ancora restituito”. La terza era quella di infoltire le fila del clan “cercando di reperire degli uomini adatti”.

Il favore ai Ligato

Dopo alcune settimane, Capaldo avrebbe convocato di nuovo Ciccio ‘e Brezza per affidargli un’altra missione: “Voleva che intervenissi a favore della vedevo Ligato, a Pignataro Maggiore in quanto un’impresa di pompe funebri di quella zona, appoggiata dai Ligato, stava subendo la concorrenza di un’altra impresa di Calvi Risorta il cui titolare si chiama Alfonso ed il cui proprietario effettivo è tale dottor Raffaele Castaldo (non indagato ed innocente fino a prova contraria) veterinario a San Marcellino. […] Incontrai la vedova Ligato alla quale promisi il mio interessamento che andò a buon fine, solo in maniera limitata, in quanto intervenni sulla ditta dicendole di non andare più a Pignataro, ma dicendo a Capaldo che non potevamo estrometterla da tutta la zona, in quanto il proprietario era un veterinario che aveva favorito le aziende bufaline della famiglia Zagaria”. Il pentito ha riferito che decise di non procedere nei confronti di Bianco. “Trascorse un po’ di tempo e Capaldo mi convocò tramite un imprenditore di S. Prisco, il quale mi venne a dire alla presenza di Franco Sparago che Filippo era arrabbiato perché non aveva fatto sapere nulla. […] M fece apparire un mero esecutore dei suoi ordini. E gli feci sapere che non ero d’accordo nel realizzare la spedizione violenta. Da allora non incontrai più Filippo”.

Le dichiarazioni sono state inserite nell’inchiesta della Dda di Napoli che ha portato all’arresto il delfino di Zagaria, i suoi fratelli Nicola e Mario Francesco, gli imprenditore Alfonso Ottimo e Paolo Siciliano, Michele Di Nuzzo e Viola Ianniello con ‘l’accusa di associazione mafiosa.

I boss liberi del clan Zagaria. La Dia indaga sui contatti tra i Capaldo…

Società e redditi della Capaldo family. La Dia setaccia i conti dei nipoti del…

Indagini sulla rete di Filippo Capaldo, Zagaria accusa un imprenditore

Clan Zagaria, la polizia: incontro a Capodichino per l’affare Capaldo-Cantile

L’intercettazione. Greco a Capaldo: “Ho trascorso la Pasquetta con Antropoli”

I summit al Tempio per l’appalto. Zagaria: minacciammo Pagano

La Zagaria colpevole di ricettazione, ma non ha fatto parte del clan: ora è…

Natale in famiglia per la Zagaria. La sorella del capoclan è libera

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome