Cittadinanza tarocca ai brasiliani: indagati 4 dipendenti comunali di Mondragone

MONDRAGONE – Nati in Brasile, ma con una discendenza italiana evidente, che può essere dimostrata e sfruttata per diventare cittadini del Belpaese. Sul Litorale, dati alla mano, di sudamericani con radici nella Penisola, ce ne sarebbero molti. In un anno su 308 ne sono stati registrati 262. Troppi in relazione al numero degli abitanti di Mondragone (circa 30mila) e al tempo che mediamente occorre per concludere una pratica del genere (la procedura si chiama iure sanguinis). Sono stati questi numeri (e le discrepanze temporali), un po’ sballati, a mettere in allerta la Squadra mobile di Caserta, diretta dal vicequestore Davide Corazzini. E così i poliziotti, coordinati dal pubblico ministero Maria Alessandro Pinto, ha puntato i riflettori sull’Ente d viale Margherita.

Renato Pagliuca

Gli investigatori ritengono possibile che alcuni dipendenti abbiano agevolato l’ingresso illegale nel territorio nazionale attraverso il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis a favore di un numero considerevole di brasiliani. E lo avrebbero fatto in assenza dei requisiti di legge e sulla base di documentazione falsa. Sintetizzando, avrebbero violato le norme previste dal testo unico sull’immigrazione e commesso reti di falso: sono le ipotesi di reato che la procura sammaritana contesta a Carlo D’Alterio (nella foto al centro), messo notificatore, Renato Pagliuca (nella foto a sinistra), Angelina Sorrentino e Salvatore Zippo (nella foto a destra), dipendenti dell’ufficio servizi demografici-stato civile. Sotto inchiesta anche altri tre intermediari.

Salvatore Zippo

Il primo a segnalare anomalie sulle pratiche mondragonesi, era stato il consolato d’Italia a Belo Horizonte. Ne aveva indicate quattro che mancavano della dovuta richiesta formale di iscrizione all’Aire (Anagrafe per gli italiani residenti all’estero) da parte del Comune. A fine gennaio, invece, una seconda nota era giunta alla procura di Santa Maria C.V. dal consolato generale d’Italia a Londra che tracciava un anomalo flusso di cittadini italiani di origine brasiliani provenienti proprio da Mondragone.

Carlo D’Alterio

Altro elemento che ha insospettito gli inquirenti è rappresentato dall’arrivo di 124 richieste di permesso di soggiorno presentate da brasiliani al commissariato di polizia di Stato di Castelvolturno, tutte motivate con l’essere in attesa di cittadinanza italiana iure sanguinis. Snocciolando le cifre ed analizzando le pratiche, la Mobile ha accertato che buona parte di chi chiedeva la cittadinanza italiana aveva l’obiettivo non di ottenere il passaporto, ma la carta d’identità valida per l’espatrio. Una volta ricevuta, in poco tempo raggiungeva altri Paesi dell’Unione europea. A Mondragone, in sostanza, ci stavano poco. Insomma, il feeling del Litorale con la stirpe carioca non è solidissimo. Mercoledì gli agenti hanno perquisito gli uffici del Municipio dove i quattro dipendenti lavorano e le loro abitazioni, acquisendo i fascicoli proprio inerenti la richiesta di cittadinanza iure sanguinis di brasiliani. Il blitz ha riguardato anche l’ufficio di Antonella Amalia Picano (non indagata), dirigente del settore ‘servizi demografici’.

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