Comunali a Caserta, Zinzi gioca con i nomi

Il consigliere regionale dopo Mancino e Falco junior pensa alla dirigente Polfer Abbate. Il centrodestra tira per la giacchetta il leghista che cerca di disimpegnarsi ipotizzando candidati e lavorando al rilancio di “Caserta nel cuore”

CASERTA (Roberto Della Rocca) – Gianpiero Zinzi, da vera ‘zita cuntegnosa’ rifugge dai corteggiamenti di quanti, in queste settimane, stanno cercando di tirarlo per la giacchetta affinché si faccia carico della sfida elettorale a Carlo Marino candidandosi a sindaco. La zita non ci sta. Una cosa va detta: il gioco dei nomi dei candidati il consigliere leghista lo ‘regge’ alquanto bene. Un giorno è spuntato fuori l’evergreen Giovanni Mancino, eterno cardinale mai giunto al soglio. Un giorno appare dall’armadio della storia Pietro Falco, figlio dell’ex sindaco Luigi. Il terzo giorno arrivò una donna, e che donna, verrebbe da dire. La candidata a cui Gianpiero starebbe pensando di affidare la guida del centrodestra è Olimpia Abbate. Originaria di Santa Maria la Fossa, la Abbate vanta un curriculum notevole. Gli inizi sono a Napoli, presso il compartimento della Polizia Postale del capoluogo regionale, ma è alla Questura di Caserta, dove entra nel 1993, che farà carriera assumendo l’incarico di Capo di Gabinetto e Dirigente della Squadra Mobile, dove si è distinta per la conduzione di importanti indagini e per l’arresto di numerosi personaggi di rilievo della criminalità organizzata.

Olimpia Abbate

Dopo l’incarico da questore vicario a L’Aquila, la Abbate è attualmente a capo della Polfer della Campania e Zinzi vorrebbe farle svolgere il ruolo del ‘Paolino Maddaloni’ del 2021. Quello della Abbate è il nome che circola più insistentemente in queste ore, dopo giorni di discussioni su quello di Mancino. Il vero nome che Zinzi vorrebbe trovare sulla scheda, però, è il suo. Il problema è che la ‘Zita’ va corteggiata e, talvolta, anche pregata in ginocchio affinché possa trovare il coraggio di concedersi. Ecco, proprio il coraggio è quello che manca, in questo momento a Gianpiero Zinzi che preferisce ‘zigzagare’ e dilatare i tempi della decisione. Quale decisione? Quella di candidarsi a sindaco e vincere le elezioni per ben amministrare e diventare l’esempio del ‘buon governo’ leghista al Sud. Questo il prospetto illustrato a Valentino Grant che, pare con il placet del ‘capitano’, ha approvato l’idea che, in definitiva è quella di costruire una nuova immagine della Lega al sud e spianare la strada verso il primo governatore leghista del mezzogiorno. E chi potrebbe essere l’amministratore leghista in pole per la sfida del dopo De Luca? Certamente uno Zinzi in carica come sindaco di Caserta, ruolo che gli consentirebbe la creazione di quei rapporti istituzionali e politici necessari a centrare l’obiettivo. Quali gli ostacoli che inducono la ‘zita’ a tentennare? Innanzitutto lo scarso appeal leghista che potrebbe condannare la lista a cifre irrilevanti. Poi le divisioni nel centrodestra (Zinzi si candiderà se riuscirà a recuperare almeno uno tra Pio Del Gaudio, Enzo Bove o Paolo Marzo). Infine le difficoltà a tenere compatto il fronte interno. Se Nicola Garofalo è sempre stato considerato vicino al sindaco Carlo Marino, la notizia che a fare armi e bagagli dall’entourage zinziano sia stata la consigliera Emilianna Credentino non è certo un buon segno. La destinazione della Credentino? Marino senza dubbio, da verificare la lista. Un viaggio che rende più concreto il viaggio di Olimpia Abbate verso la candidatura.

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