Congo, Di Maio chiede sostegno incondizionato. Rimpatrio salme con volo di Stato

Foto Domenico Stinellis / AP foto Luigi Di Maio

ROMA – Doveva essere un tranquillo lunedì di lavoro, per il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Il Consiglio europeo degli affari esteri a Bruxelles, il primo dopo il varo del governo Draghi, iniziato con un incontro bilaterale assieme al collega francese, Jean-Yves Le Drian, per parlare di “comune impegno di Italia e Francia a rafforzare il coordinamento su Libia, Mediterraneo e lotta al Covid”. Poi, a metà della mattina, la drammatica telefonata: l’ambasciatore italiano in Congo è rimasto vittima di un attacco assieme a un nostro uomo dell’Arma, è in ospedale.

La speranza dura pochi attimi, perché poco dopo arriva la terribile notizia: ‘Luca Attanasio e il carabiniere del XIII Reggimento Gorizia, Vittorio Iacovacci, non ce l’hanno fatta’. In pochi istanti la macchina della diplomazia italiana si mette in moto, Di Maio lascia il tavolo del Cae immediatamente dopo aver espresso il suo cordoglio davanti ai colleghi europei e organizza il rientro a Roma, dove lo attende il premier, Mario Draghi.

Nel frattempo si attiva “con tutte le istituzioni competenti per arrivare prima possibile alla verità su questo vile attacco che hanno subito questi nostri due servitori dello Stato”. La reazione del responsabile della Farnesina è dura: “Oggi è una giornata buia e molto triste per il nostro Paese”, commenta a caldo, parlando di “grande sgomento e immenso dolore” per quanto accaduto. Promette che “nessuno sforzo verrà risparmiato per fare luce su quanto accaduto” e assicura che lo Stato italiano si è attivato “per riportare i corpi in Italia” al più presto.

La Farnesina è già al lavoro per organizzare il rimpatrio delle salme, che dovrebbe avvenire “con un nostro volo di Stato sul quale saranno presenti anche i familiari delle vittime, oltre al personale della nostra Unità di Crisi e dell’Arma dei Carabinieri”, fa sapere Di Maio all’omologa congolese, Marie Tumba Nzeza, chiedendole assistenza per facilitare il più possibile le operazioni.

Il ministro sottolinea che l’Italia “conta sull’incondizionato sostegno e sulla piena collaborazione delle autorità della Repubblica democratica del Congo nei contatti e negli scambi con la magistratura e le forze di sicurezza” del nostro Paese, per la necessità di far luce sulle dinamiche e le responsabilità dell’attentato.

Le relazioni internazionali sono continue. Nel pomeriggio il responsabile della Farnesina sente anche il segretario di Stato Usa, Tony Blinken, che gli esprime solidarietà a nome dell’amministrazione americana per l’attacco al convoglio Onu in Congo che ha causato la morte di Attanasio e Iacovacci.

Della telefonata, Di Maio informa anche Draghi, che vede pochi minuti dopo le 17, a Palazzo Chigi, per impostare la linea diplomatica. Tra i primi atti c’è la richiesta del ministero degli Esteri all’Onu di fornire quanto prima un report dettagliato sull’attentato. Su questa vicenda serve luce, al più presto. E l’Italia non vuole perdere nemmeno un minuto. (LaPresse)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome