Ex Ilva, Giorgetti vede sindacati e Morselli: “Confermare l’impegno di Invitalia”

Foto Vincenzo Livieri - LaPresse in foto Giancarlo Giorgetti

ROMA – Non c’è pace per Ilva. Nel giorno in cui il nuovo governo affronta per la prima volta il dossier, il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva presentata da ArcelorMittal contro la sentenza del Tar di Lecce, che impone la chiusura degli impianti a caldo entro il 14 aprile. Al di là dei tecnicismi, si tratta solo di un piccolo rinvio: l’istanza di sospensione sarà trattata in sede collegiale alla camera di consiglio l’11 marzo, con l’udienza di merito fissata per il 13 maggio.

La parte giudiziaria è importante, perché potrebbe avere effetti pesanti sul futuro dell’acciaieria di Taranto. Non è un caso che la prima uscita ufficiale del neoministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti sia stata dedicata oggi proprio a Ilva, con un incontro con i sindacati insieme al collega del Lavoro Andrea Orlando. La sintesi della giornata? Il governo ha ribadito la validità dell’accordo firmato con Mittal e Invitalia a dicembre, chiedendo però “la collaborazione di tutti”.

Nel corso dell’incontro di oggi Giorgetti ha infatti ricordato l’importanza del settore dell’acciaio in Italia e la necessità della tutela ambientale come uno dei capisaldi dell’azione di Governo. Il ministro ha infine auspicato che “Invitalia prosegua nel percorso dell’accordo”. Da parte dell’esecutivo c’è l’impegno per la Cassa integrazione dei dipendenti in amministrazione straordinaria. E nei prossimi giorni verranno incontrati anche il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e il presidente della regione Puglia Michele Emiliano.

Giorgetti dal canto suo, dopo le parti sociali ha subito avuto un colloquio “lungo, schietto, franco e costruttivo” al Mise con l’ad di ArcelorMittal, Lucia Morselli. Oltre un’ora e mezza di faccia a faccia, con al centro l’impegno dell’azienda e le conseguenze della sentenza del Tar di Lecce sulle prospettive aziendali. “Cosa succederà ora all’Ilva? Sempre qualcosa di molto buono”, è stata la battuta sibillina di Morselli ai cronisti poco prima di entrare al Ministero.

In ballo ci sono quasi 20mila dipendenti tra diretto e indotto, appesi ancora una volta a sentenze giudiziarie che mettono a serio rischio l’acciaieria più grande d’Europa. I sindacati dal canto loro accolgono “positivamente” il primo incontro con Giorgetti, ma avvertono: “L’esecutivo deve rispettare gli impegni presi sul lavoro, nessun posto o stabilimento deve andare perso”, è la linea comune scandita dal segretario generale Cgil Maurizio Landini.

“Il governo ci ha detto che ritiene strategica la produzione dell’acciaio nel nostro paese”, spiega la leader Cisl Annamaria Furlan, mentre dalla Uil Pierpaolo Bombardieri chiede con forza “scelte di politica industriale”.(LaPresse)

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