I partiti assediano Draghi: no al rinvio delle elezioni

L’ipotesi dello slittamento delle Comunali divide Pd e M5S. Sandra Lonardo chiede chiarimenti a Lamorgese e Gelmini. FdI deposita un’interrogazione parlamentare, parte la richiesta d’accesso agli atti al Cts

La querelle sul rinvio delle elezioni Amministrative a ottobre entra nel vivo. Perché le voci che si rincorrono nel Transatlantico e tra i banchi parlamentari a Roma si fanno sempre più insistenti. Sono Pd, M5S e Leu, la vecchia maggioranza del governo Conte insomma, a spingere per lo slittamento di tutti gli impegni elettorali al prossimo autunno. Formalmente la Lega di Matteo Salvini è contraria, ma nulla ha fatto per far luce su quello che sta diventando più d’uno rumors. Fratelli d’Italia ha preso un’iniziativa: il partito di Giorgia Meloni vuole chiedere l’accesso agli atti nelle mani del Comitato Tecnico Scientifico per comprendere se ci sono reali ragioni epidemiologiche per rimandare le elezioni a Roma, Milano, Torino, Napoli, Caserta, Salerno, Benevento ed altri centinaia di Comuni italiani (oltre che di 28 Provinciali e le Regionali in Calabria, dove è candidato il sindaco di Napoli Luigi De Magistris). “Il governo deve chiarire se l’ipotesi di rinvio delle prossime elezioni amministrative è frutto di un pronunciamento del Comitato Tecnico Scientifico. O di congetture e diverse premure”, ha affermato il deputato e responsabile Sanità di FdI Marcello Gemmato. “Nel primo caso – ha aggiunto – sarebbe interessante sapere su quali basi si fonda il pronunciamento del Cts. E quali sono le proiezioni di un eventuale contagio”. L’esponente meloniano, intanto, ha depositato una interrogazione parlamentare sulla vicenda. La stessa iniziativa l’ha presa la deputata Sandra Lonardo. Si vota anche a Benevento e suo marito Clemente Mastella cerca la riconferma in fascia tricolore. “Presenterò una interrogazione parlamentare, in Senato, al Presidente del Consiglio ed al Ministro degli Interni per conoscere la data delle elezioni comunali e provinciali. Per sapere se verrà rispettata la data naturale di primavera oppure se le votazioni saranno rinviate all’autunno. Per chiedere, infine, se non si ritenga di prendere una decisione definitiva a breve, onde evitare incertezze e problemi amministrativi, che finiscono per ripercuotersi sui cittadini”, spiega Lonardo. Intanto, fonti del Pd riferiscono che la vicenda è già all’attenzione dei due ministeri coinvolti. Quello all’Interno, di Luciana Lamorgese, e quello agli Affari Regionali, di Maria Stella Gelmini di Forza Italia. Non c’è solo un dualismo destra-sinistra sul rinvio. Sia il Pd che il M5S hanno gravi problemi interni. Le minoranze dei due partiti sono pronte a sollevare la questione del rinvio delle Amministrative per regolare dei conti in sospeso. Nel Pd c’è la fronda ex renziana che scommette sul divorzio dei giallorossi. Da Andrea Marcucci a Matteo Orfini la lista è lunga. La vicenda verrà sollevata nella direzione nazionale convocata da Nicola Zingaretti per giovedì 25. In quel consesso si dovrebbe discutere della formazione del nuovo governo, ovvero dei sottosegretari, ma sarà difficile ignorare la questione delle Amministrative. D’altronde si vota nei principali Comuni italiani e la minoranza non vuole dare il tempo al Nazareno di proseguire il dialogo avviato con Luigi Di Maio e lo stesso ex premier Conte, che sarebbe favorito dallo slittamento elettorale. Attori diversi stessa storia tra i pentastellati. E’ in corso una faida nella capitale che vede da un lato la sindaca Virginia Raggi difendere con i denti la sua ricandidatura, che impedisce l’accordo con il Pd, e dall’altro i vertici da Di Maio a Vito Crimi passando per Roberto Fico, che vogliono un suo passo indietro per candidare l’ex ministro dell’Economia Roberto Gualtieri alla guida della coalizione giallorossa. In questa vicenda si sono tuffati a pesce tutti i dissidenti, vicini ad Alessandro Di Battista: sono consapevoli che un rinvio delle Amministrative metterebbe fuori gioco la Raggi e vogliono che si voti subito, in primavera, in modo da scongiurare il patto stabile con i democrat. Articolo-1 invece, il partito del ministro della Sanità Roberto Speranza, non ha problemi interni e confida nello slittamento elettorale.

Questo il quadro politico. Ovviamente sarà il Cts a decidere in base ai dati epidemiologici e vaccinali. Non è certo trascurabile che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito il voto nazionale da scongiurare ad ogni costo. Sulla falsa riga delle dichiarazioni del Colle i partiti potrebbero cogliere la palla al balzo e rimandare tutto a dopo l’estate.

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