Lavori per l’asilo nido, chieste 3 condanne. Il pm: assoluzione per Bosco, Carafa e Guadagno

Il processo sul progetto per ristrutturare Palazzo Cutillo. La requisitoria del pm: un anno e 8 mesi per Ferraiolo e De Liso

CASERTA (Roberto Della Rocca) – Con le richieste di condanna formulate ieri in aula dal Pm Anna Ida Capone, si avvia a conclusione la vicenda giudiziaria riguardante l’appalto per la ristrutturazione di palazzo Cutillo di Tuoro, indetto dalla fondazione ‘San Giuseppe’. Un anno e 8 mesi per Clementina Ferraiolo e per il marito Giuseppe De Liso, rispettivamente direttore amministrativo, consigliere di amministrazione della Fondazione, e un anno e 3 mesi per Maria Ficociello, che venne nominata presidente della commissione di gara dei lavori: sono queste le richieste avanzate ieri dal sostituto procuratore a conclusione della requisitoria.

Tribunale di Santa Maria Capua Vetere

Quella di palazzo Cutillo è una storia lunga che i residenti di Tuoro conoscono bene. I lavori di ristrutturazione furono pensati dalla Fondazione per consentire l’apertura di un asilo nido infantile. Una bella proposta da finanziare con 3 milioni di euro provenienti da Bruxelles. Su tutto, un problema di conflitto di interessi che venne rapidamente notato dalla Procura: l’appalto era stato vinto dalla T.P. Company di proprietà di Giuseppe De Liso e Clementina Ferraiolo, già candidata alle elezioni amministrative e alle politiche con il movimento di Antono Ingroia ‘Rivoluzione Civile’. Il loro ruolo all’interno della Fondazione e gli stretti rapporti con Maria Ficociello, vennero vagliati dalla guardia di finanza (coordinarono le indagini il capitano Domenico Ruocco e il tenente Andrea Giugno) e la procura ottenne il rinvio a giudizio, oltre che per i coniugi De Liso e per Ficociello, anche per l’allora consigliere regionale Luigi Bosco (difeso dall’avvocato Luigi Bartolomeo Terzo), per don Biagio Saiano, parroco di Tuoro e presidente della fondazione San Giuseppe, e per gli architetti Rosa Carafa e Vincenzo Guadagno, rispettivamente membro della commissione di gara e direttore dei lavori.

Il fatto che i vertici della Fondazione (Saiano, De Liso, Ferraiolo), dopo l’accensione dei primi riflettori sulla vicenda, avessero rinunciato al finanziamento (rientrante nell’ambito del Por Campania Fesr 2007/2013) ha cambiato le carte in tavola. E tutto è diventato più complesso per la procura che, nell’udienza di ieri di fronte alla giudice Francesca Auriemma, ha chiesto l’assoluzione sia per l’ex consigliere Luigi Bosco (anche l’avvocato della parte civile, Nando Trasacco, non ha presentato, nei suoi confronti, la richiesta di risarcimento), che per il presidente della Fondazione, che per Don Biagio Saiano, oltre che per i tecnici Carafa e Guadagno.

La lunga attività di indagine e di intercettazione riuscì a rilevare chiaramente il malumore di coloro che vennero coinvolti nella vicenda contro i coniugi De Liso considerati responsabili della vicenda. In aula anche gli avvocati della difesa Agostino Imposimato, Claudio Pascariello e Giuseppe Bellopede. Al termine della requisitoria del pubblico ministero, il magistrato ha rinviato la discussione al 10 marzo quando interverranno gli avvocati della difesa.

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