Foto Fabio Cimaglia / LaPresse

Roma, 13 feb. (LaPresse) – “Sull’importo specifico delle mie donazioni è stata fatta confusione, infilandolo nel calderone di una cosa grave che è successa in questi giorni di rendicontazioni non precise da parte di alcuni ex colleghi su cui il Movimento ha preso una posizione fermissima”. Così la candidata presidente del M5S della Regione Lazio Roberta Lombardi su facebook.

“Noi non abbiamo bisogno di una legge per valutare l’opportunità di un comportamento. Il M5S non vuole su di sé nessuna ombra”, sottolinea la Cinquestelle. E a proposito della cifra di spese telefoniche a lei contestata, Lombardi precisa: “In 5 anni di attività parlamentare, 6mila euro di telefonate vuol dire in media 100 euro al mese di telefono”.

“In un curioso articolo di un interessante quotidiano si lamenta che ci siano quattro mesi mancanti nelle mie restituzioni. Le mie restituzioni – specifica – sono aggiornate a novembre 2017, manca il mese di dicembre per il quale sto finendo le rendicontazioni. Forse è sfuggito che sarei un filino impegnata in campagna elettorale per le regionali. Quindi per evitare di incorrere in qualche errore ho preferito prendermi qualche giorno di più. Tra l’altro sono perfettamente in linea con i tempi: noi abbiamo sempre fatto le restituzioni in media di tre mesi precedenti”.

“Il sistema di rendicontazione di cui ci siamo autonomamente dotati fa sì che noi ogni mese restituiamo metà del nostro stipendio e quello che resta da restituire venga sottratto alle restituzioni dei mesi successivi.

Quando vai fuori del totale dei soldi disponibili per quel mese nei mesi successivi quella differenza viene spalmata sulle restituzioni. Questo fa sì che per alcuni mesi la cifra sia sempre la stessa”, Lombardi dà infine conto delle cifre identiche presenti nelle sue rivendicazioni.

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