Palermo, anziani maltrattati: a salvarli la telefonata di una nonna coraggiosa

Foto LaPresse - Stefano Costantino Cronaca Conferenza stampa operazione "Dama Nera" nella sede del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Roma alla presenza del procuratore di Roma Giuseppe Pignatone. Nella foto: Photo LaPresse - Stefano Costantino 22/10/2015 Rome (ITA) Press Conference operation "Black Lady" at the headquarters of the Core of the tax police of the financial police of Rome in the presence of the prosecutor of Rome Giuseppe Pignatone. In the pic:

PALERMO – Ha avuto il coraggio di ribellarsi, è riuscita a procurarsi un cellulare e ha chiamato il 112 per chiedere aiuto, per raccontare i maltrattamenti, le umiliazioni e le offese che tutti i giorni lei e gli altri ospiti della casa di riposo subivano dai dipendenti e dai titolari della struttura palermitana “I nonnini di Enza”. Dalla disperata telefonata di un’anziana è nata l’indagine della guardia di finanza e della procura di Palermo che ha portato all’esecuzione di quattro misure cautelari degli arresti domiciliari e al sequestro della casa di riposo. Sono bastati due mesi di intercettazioni audio e video per avere la conferma delle condizioni disumane in cui vivevano gli ospiti della struttura (che per essere maltrattati pagavano 800 euro al mese).

“Ti prendo a bastonate, t’ammazzo a legnate” oppure “cosa inutile, prostituta…devi buttare il sangue qua e devi morire” o ancora “tanto se muori che mi interessa…”. Questi erano solo alcuni degli insulti che gli anziani ricevevano nella casa di riposo di viale Lazio a Palermo, sequestrata e affidata ad un amministratore giudiziario dai finanzieri del nucleo polizia economico finanziaria di Palermo guidati del colonello Gianluca Angelini su mandato del sostituto procuratore Maria Rosaria Perricone e dell’aggiunto Laura Vaccaro. Un’anziana, che non è più ospite della struttura, ha raccontato che due anni fa un’inserviente la colpì con una bottiglia piena di acqua per toglierle la sigaretta. Dovettero portarla al pronto soccorso per la frattura del polso. Con la minaccia di non dire niente di quello che era accaduto: “Altrimenti ti riempiamo di botte”.

Agli arresti domiciliari, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Cristina Lo Bue sono finiti Maria Grazia Ingrassia, Carmelina Ingrassia, Mariano Ingrassia e Vincenza Alfano, a cui vengono contestati i reati di maltrattamento, lesioni personali, nonché di violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. “Il ricorso a forme di violenza fisica e morale da parte degli indagati non ha assunto carattere episodico ma costituisce espressione di un consolidato modus operandi contrassegnato dal sistematico ricorso a forme di prevaricazione e sopraffazione nei confronti degli anziani ospiti, spinti fino ad atti di vile aggressione alla loro sfera di integrità fisica, oltre al loro patrimonio morale” ha scritto il giudice nell’ordinanza. A preoccupare gli inquirenti è stata anche la totale assenza di procedure e protocolli per evitare il contagio da Covid-19: sia il personale che gli ospiti non rispettavano alcuna prescrizione tanto che i militari delle fiamme gialle hanno sottoposto anziani e indagati ai tamponi per escludere che nella residenza si stesse sviluppando un focolaio. “Ci siamo trovati davanti uno spaccato di nefandezze veramente deprimente – dice il colonnello Gianluca Angelini, il comandante del nucleo di polizia economico finanziaria – Una situazione che suscita profonda indignazione perché le vittime sono anziani, i soggetti più fragili e indifesi, che in questa fase di emergenza sanitaria dovrebbero essere ancora più accuditi”.

(LaPresse)

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