Risiko sottosegretari: in Campania il M5S punta su Gallo e Iovino, in Fi sperano Casciello e Russo

I grillini provano a spegnere le polemiche: Micillo è in corsa, Tofalo e Sibilia verso l’addio. Spadafora saluta gli attivisti: “Torno a fare il parlamentare”. Il Pd è in grande difficoltà: una tra Valente, Armato e Sgambato per equilibrare le quote rosa

Si apre il mercato dei sottosegretariati e viceministri. Nel Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio e Roberto Fico sono pronti a concedere poltrone in cambio di tregua alle polemiche interne. Nicola Zingaretti, invece, ha bisogno di mettere una pezza a colori sull’assenza di quote rosa Pd nel governo. Mentre i giallorossi si azzuffano naviga sotto traccia. Un po’ tutti i partiti, in ogni caso, guardano in Campania. C’è da riequilibrare la geografia del governo Draghi, sbilanciato verso Nord. In casa pentastellata è in uscita Angelo Tofalo (sottosegretario alla Difesa) ed è in bilico anche Carlo Sibilia (finora all’Interno). Tra le new entry grilline ci sono almeno tre campani. Luigi Gallo, che si gioca una chance alla Scuola, Salvatore Micillo (Transazione ecologica) e Luigi Iovino, per lui ipotesi Università. Si tratta di esponenti delle aree Di Maio e Fico, tutti critici e polemici nei confronti del governo di unità nazionale. I grillini, poi, dovranno pure affrontare il capitolo di Vincenzo Spadafora. L’ormai ex ministro dello Sport, ringraziando gli attivisti, ha detto: “Torno a fare il parlamentare ma teniamoci in contatto”. Non è escluso un suo ripescaggio tra i viceministri. In ogni caso ieri notte i senatori e deputati del Movimento si sono riuniti online per l’ennesimo punto. Un altro faccia a faccia è previsto tra oggi e domani.

Tra i berlusconiani la corsa al sottogoverno è accesissima. Paolo Russo, molto vicino a Mara Carfagna, si gioca la partita per la poltrona da sottosegretario all’Agricoltura. Se Cosimo Sibilia ha chance per la delega allo Sport, un altro deputato in quota Carfagna (e dunque Giovanni Toti) tra i papabili è sicuramente Gigi Casciello, accostato alla Pubblica Istruzione.

Nel Pd, invece, Zingaretti è letteralmente assediato. Pochi ministri, nessuna donna e mezzo partito che chiede il congresso: è un momento davvero complicato per il Nazareno. I sottosegretari democrat, dunque, saranno prevalentemente donne: in Campania circola con insistenza il nome della senatrice Valeria Valente. Si giocano una chance anche la responsabile nazionale scuola, Camilla Sgambato, e la coordinatrice di AreaDema (la potente corrente di Dario Franceschini) Teresa Armato. Da Base Riformista (la componente di cui fanno parte il deputato Lello Topo e il consigliere regionale Mario Casillo) ha preso in considerazione anche l’ex segretaria dema campana Assunta Tartaglione, ma le sue quotazioni sfiorano lo zero. Così come quelle del deputato Piero De Luca, figlio del governatore Vincenzo De Luca. Al tavolo sarebbero stati fatti, infine, anche i nomi di Nicola Oddati (membro di segreteria e vicino all’area Orlando) e di Francesco Zanfardino (vicepresidente del Pd in Campania, sempre vicino ad Andrea Orlando) ma non sembrano avere reali possibilità.

Matteo Salvini, invece, non guarda in Campania. Inizialmente speravano in un incarico il deputato Gianluca Cantalamessa e l’ex rettore dell’università di Salerno, Aurelio Tommasetti, ma i due nomi sono stati già depennati. Potrebbe entrare nel governo, invece, Nicola Molteni, già commissario in Campania poi sostituito dall’attuale coordinatore regionale Valentino Grant. Insomma, il mercato delle poltrone di sottogoverno è aperto ed ogni partito è pronto ad utilizzare incarichi e prebende per mettere a bada i tanti dissidi interni conseguenti all’ingresso in un partito ‘acchiappatutto’. Pd e M5S sembrano più in difficoltà degli altri, mentre i forzisti sono a loro agio in questo nuovo capitolo. Diversi i problemi anche nel Carroccio.

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