Tria: “Tornata la fiducia in Italia, ora giù l’Irpef per le classi medie”

L'intervento del ministro dell'Economia

Foto Roberto Monaldo / LaPresse in foto Giovanni Tria

MILANO – “Quest’anno abbiamo già fatto un aggiustamento strutturale forte. Per l’anno prossimo l’obiettivo del governo è riportare il debito su un sentiero di riduzione, anche e soprattutto attraverso un rilancio della crescita economica. Abbiamo un debito alto. Con una crescita vicina allo zero quest’anno dobbiamo almeno stabilizzarlo”. Così il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, in un’intervista a Repubblica in cui spiega: “Se c’è una cosa a cui veramente credo è la riduzione dell’Irpef, soprattutto per le classi medie, anche attraverso una riduzione delle aliquote e un accorpamento degli scaglioni. Sulle classi di reddito inferiori, anche grazie alla ‘no tax area’, la pressione effettiva dell’Irpef è già inferiore al 15%”.

Il ministro parla dei conti pubblici e dello scampato pericolo della procedura d’infrazione. “Quello che è avvenuto non dipende dai rapporti più o meno buoni, ma dalla chiarezza dei numeri e dalla lealtà nei comportamenti”, spiega e precisa “con le misure prese siamo riusciti a rassicurare i mercati, che significa rassicurare famiglie e imprese. È una condizione necessaria se vogliamo avere qualche effetto dalle misure espansive prese anche con la legge di bilancio. Per il 2020 è però prematuro mettere delle cifre: vedremo come andrà l’economia italiana nel secondo semestre, anche nel contesto di quella europea”. Il risultato finale secondo Tria “è buono non solo perchè abbiamo evitato la procedura d’infrazione, ma anche perché la credibilità nazionale ne é’ uscita rafforzata”. E assicura: “La dittatura dello spread non esiste. Lo spread è una questione di mercato e i mercati ci hanno risposto bene, come ci aspettavamo”.

(LaPresse)

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