Solidale con pugni Black Power su podio Olimpiadi: premio postumo a Peter Norman

Sydney (Australia), 28 apr. (LaPresse/AFP) – Era il 16 ottobre del 1968 quando, alle Olimpiadi di Città del Messico, si scrisse una pagina di storia con la celebre protesta degli atleti statunitensi di colore Tommie Smith e John Carlos. Indossando guanti neri simbolo del ‘Black Power’, mentre erano sul podio al termine dei 200 metri sollevarono in aria i pugni, a piedi scalzi e con la testa bassa. Su quello stesso podio, in cui Smith e Carlos erano arrivati rispettivamente primo e terzo, c’era anche lo sprinter australiano Peter Norman, che si era aggiudicato la medaglia d’argento: l’atleta sostenne il gesto dei due compagni di podio indossando un simbolo dell’Olympic Project for Human Rights, organizzazione che protestava contro la segregazione razziale e contro il razzismo. A cinquant’anni di distanza, il Comitato olimpico australiano (Aoc) ha assegnato sabato a Norman il premio postumo dell’Ordine del merito.

Si tratta di un riconoscimento riservato a persone che, secondo la dirigenza del Comitato olimpico australiano, hanno raggiunto meriti degni di nota nel mondo sportivo, o con risultati personali o con il contributo allo sviluppo dello sport. “È una ricompensa in ritardo, non c’è alcun dubbio. Il rispetto per Peter e le sue azioni è ancora enorme oggi”, ha dichiarato a Sydney il presidente del Comitato olimpico, John Coates. “Ha creduto ai diritti dell’uomo per tutta la vita”, ha aggiunto. Norman, al rientro in Australia dopo la medaglia, era stato escluso dalle selezioni per i Giochi successivi, proprio a seguito della sua scelta di appoggiare il gesto degli atleti Usa per il ‘Black Power’.

“Abbiamo perso Peter nel 2006, ma non dovremmo mai perdere di vista la sua coraggiosa posizione di quel giorno. E, in quanto cinque volte campione nazionale, il suo record australiano dei 200 metri stabilito in Messico non è mai stato eguagliato”, ha ricordato John Coates. “Il suo successo sportivo non dovrebbe mai essere sottovalutato”, ha aggiunto.

Nel 2012 Canberra aveva approvato una mozione di scuse a Norman “per il trattamento ricevuto al suo ritorno in Australia e l’incapacità di riconoscere appieno il suo ruolo di ispiratore prima della morte prematura nel 2006”. I responsabili olimpici australiani negano che Norman sia mai stato messo in una lista nera o scartato, e sostengono che lui all’epoca fosse stato solo avvertito di fare attenzione alle sue dichiarazioni pubbliche. Oltre che a lui, il titolo è stato assegnato ai celebri atleti olimpici australiani Raelene Boyle, Cathy Freeman, Shane Gould e Ian Thorpe.

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