Inferno a Vaccarizzo, fiamme alte decine di metri divorano un’azienda di demolizioni: si indaga sulle cause

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CATANIA – Una densa colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza, e un bagliore sinistro che ha squarciato il buio della prima serata. È lo scenario apocalittico che si è presentato ieri in contrada Vaccarizzo, alle porte di Catania, dove un vasto e violento incendio ha devastato un’importante azienda specializzata nel trattamento di materiali ferrosi e demolizioni, lasciando dietro di sé solo distruzione e interrogativi.

L’allarme è scattato poco dopo il tramonto di ieri, sabato 29 novembre. Le prime, concitate chiamate al numero di emergenza parlavano di fiamme altissime che si levavano da un capannone in via Morella, un’area della piana di Catania dove si concentrano diverse attività produttive. Il rogo, alimentato da tonnellate di materiali accatastati, ha preso vigore in pochi minuti, trasformando il sito in un inferno di fuoco e scintille.

La macchina dei soccorsi si è mossa immediatamente con una rapidità e una potenza di fuoco impressionanti. Il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Catania ha dispiegato una forza d’urto imponente, pienamente consapevole della potenziale pericolosità di un incendio alimentato da un mix di metalli, plastiche, oli e altri residui infiammabili. Sul posto sono confluite le squadre del Distaccamento Sud e della Sede Centrale, a cui si è aggiunta in supporto anche la squadra dei Vigili del Fuoco volontari di Maletto, giunta da decine di chilometri di distanza a testimonianza della gravità della situazione.

La lotta contro le fiamme è stata una battaglia estenuante, una corsa contro il tempo per contenere la furia del fuoco. Per garantire un approvvigionamento idrico continuo, fondamentale per aggredire un incendio di tali proporzioni, sono state impiegate numerose autobotti, tra cui un’autocisterna gigante da 25.000 litri, il cui ruolo è stato decisivo per alimentare senza sosta le lance dei pompieri. A completare il dispositivo, anche un automezzo per il supporto logistico. Il coordinamento delle complesse operazioni è stato affidato al funzionario di servizio dei Vigili del Fuoco, che ha diretto le manovre sul campo.

La strategia adottata è stata chiara: prima circoscrivere il perimetro delle fiamme per creare una barriera e impedire che potessero propagarsi ad altre strutture vicine, poi attaccare il cuore del rogo. Un compito reso estremamente arduo dalla natura stessa del materiale stoccato. Per questo, è stato necessario l’intervento di un mezzo meccanico, un escavatore, che ha lavorato per ore sotto la supervisione dei pompieri per smuovere e separare la massa incandescente di rottami, permettendo all’acqua di raggiungere e soffocare i focolai più profondi e nascosti.

Mentre le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza, durate tutta la notte, sono ormai in fase di ultimazione, inizia la fase più delicata: quella investigativa. Sul posto, insieme al personale sanitario del Servizio 118, presente a scopo precauzionale, sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato. La buona notizia è che il bilancio, fortunatamente, non registra feriti né persone coinvolte. I danni alla struttura e ai materiali, tuttavia, sono ingentissimi. Ora toccherà agli inquirenti e ai tecnici specializzati dei Vigili del Fuoco stabilire l’origine del rogo. Al momento nessuna pista è esclusa: dal cortocircuito accidentale all’atto doloso. Gli investigatori dovranno analizzare ogni elemento utile a ricostruire la dinamica di un incendio che ha tenuto con il fiato sospeso l’intera zona sud di Catania.

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