Caserta a lutto per il vescovo degli ultimi: il Comune commemora il “punto di riferimento della comunità”

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Il feretro del vescovo Raffaele Nogaro
Il feretro del vescovo Raffaele Nogaro

CASERTA – L’amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino per l’intera giornata di domani, in occasione dei funerali del vescovo emerito Raffaele Nogaro, scomparso a 92 anni. In questo modo, si legge in una nota dell’Ente, “si intende rappresentare il cordoglio e la vicinanza dell’intera Città a tutta la Comunità Ecclesiastica, omaggiando una figura di straordinario spessore, dall’altissimo valore morale e culturale, punto di riferimento della comunità”. Per l’intera giornata del 9 gennaio è stata ordinata l’esposizione a mezz’asta della bandiera della Città di Caserta sugli edifici pubblici.

Anche ieri è proseguito il pellegrinaggio alla camera ardente allestita nel Duomo: in tarda mattinata si è visto don Antonello Giannotti e nelle ore precedenti molti altri sacerdoti hanno reso omaggio al presule: fra gli altri, don Nicola Lombardi, don Biagio Saiano, don Angelo Delli Paoli, don Silvio Verdoliva, don Stefano Giaquinto, don Giuseppe Di Bernardo, don Valentino Picazio, don Enzo Bruno, oltre naturalmente al parroco del Duomo don Enzo Di Caprio. Non sono mancate le autorità civili: ieri mattina c’è stato il questore Andrea Grassi. Un episodio emblematico della vocazione sociale di Nogaro viene ricordato da Umberto Palmiero, già presidente degli Accollatori di Sant’Anna: il 16 dicembre 1990, prima della cerimonia del suo insediamento nel Duomo Nogaro vide un mendicante sui gradini della chiesa, si fece prestare 5000 lire dall’allora canonico decano del Capitolo cattedrale don Filomeno Abbate e li regalò all’uomo.

“Hai squarciato le tenebre – è il ricordo di Aniello Zerillo dell’associazione “Nero e non solo!” – per le persone che hanno avuto il destino di vivere a Caserta e nella provincia nel tuo stesso tempo. Hai chiesto di impegnarci per liberare “Caserta” dall’oppressione del potere camorristico, dalle nefandezze di una classe politica devota all’affarismo e non al benessere dei cittadini, dalle diseguaglianze del razzismo, dalla distruzione dell’ambiente e dallo sfruttamento dei lavoratori da parte di una classe imprenditoriale predatoria”. Fu Nogaro a dare all’associazione la Chiesetta di Sant’Elena, che anni dopo fu devastata da un incendio provando il sodalizio di una sede. “Ti chiamavano il vescovo comunista – ricorda Zerillo – Tu sei stato il vescovo che aveva dato una chiesa ad un’associazione non cattolica dove oltre ad aiutare non credenti stranieri, si faceva musica, teatro e si sperimentava il dialogo interculturale e interreligioso”.

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