MINNEAPOLIS – Sale la tensione a Minneapolis, negli Stati Uniti, dopo l’uccisione eri della 37enne Renee Nicole Macklin Good da parte di un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice). Secondo quanto riportato dai filmati disponibili, la donna si trovava alla guida di una Honda Pilot fermata in mezzo alla strada quando un agente si è avvicinato, chiedendo di aprire la portiera. La vettura ha iniziato ad avanzare e un altro agente dell’Ice, in piedi davanti al veicolo, ha estratto la pistola e sparato almeno due colpi a distanza ravvicinata. Dopo la sparatoria, l’auto ha investito due veicoli parcheggiati prima di fermarsi. In un filmato successivo, una donna ha identificato la vittima come sua moglie, visibilmente sconvolta. Macklin Good si Era recentemente trasferita in Minnesota con la sua famiglia e aveva tre figli: due nati dal primo matrimonio e uno di sei anni dal secondo. Non risultano precedenti penali a suo carico, se non una multa per violazione del codice stradale. Renee era descritta dai familiari come una persona gentile, compassionevole e amorevole.
Laureata in scrittura creativa alla Old Dominion University, aveva vinto un premio letterario nel 2020 ed era stata conduttrice di un podcast. Il suo ex marito ha chiarito che non aveva mai partecipato ad attività politiche o manifestazioni e che era una cristiana devota con un forte impegno familiare. Dopo l’uccisione, decine di persone si sono radunate all’alba in un parcheggio vicino al Bishop Henry Whipple Federal
Building a Fort Snelling, sede di varie agenzie federali, chiedendo l’allontanamento dell’Ice dal Minnesota. La protesta è stata dispersa con l’uso di gas lacrimogeni e proiettili al peperoncino da parte delle forze federali.
L’amministrazione Trump ha descritto Macklin Good come una presunta minaccia interna, sostenendo che avrebbe tentato di investire gli agenti; tuttavia, parenti e amici contestano fermamente questa versione, definendola una madre e una cittadina devota, senza alcun legame con attività criminali o politiche. La vicenda ha suscitato forti polemiche a livello locale e nazionale, alimentando il dibattito sull’uso della forza da parte dell’Ice e sulla sicurezza dei cittadini di fronte alle operazioni federali. La comunità di Minneapolis rimane in stato di allerta, mentre le autorità federali hanno avviato un’indagine interna sull’incidente.























