TUTTI I NOMI E FOTO. Sgominata la gang dei furti: 38 arresti, tutti di Napoli. Oltre 100 case svaligiate

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Blitz 13 gennaio

NAPOLI – Scacco alla gang dei furti degli appartamenti. Ieri mattina il blitz dei carabinieri culminato con 38 arresti. Gli indagati sono tutti di Napoli e sono accusati di appartenere a sette gruppi criminali diversi, ma collegati tra loro. Avrebbero messo a segno, o tentato, oltre cento furti tra la Campania e il Lazio, colpendo abitazioni private in numerose province. Le indagini hanno documentato la presenza della gang non solo a Napoli e Caserta, ma anche a Benevento, Salerno e Avellino, oltre che nelle province di Frosinone e Roma, delineando i contorni di un
sistema criminale ramificato e altamente specializzato. Secondo gli inquirenti, il gruppo era in grado di colpire decine di appartamenti in tempi ristretti, trasformando nel giro di poche ore gioielli, oro e contanti in denaro liquido. Gli arrestati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata ai furti in abitazione, oltre che di ricettazione e truffe aggravate, spesso ai danni di vittime in condizioni di particolare vulnerabilità. Un’organizzazione che si distingueva per un modus operandi collaudato, affinato nel tempo e replicato con precisione quasi industriale.

Le cosiddette “batterie” di ladri entravano in azione con ruoli ben definiti: due o tre vedette presidiavano l’esterno degli edifici, mentre i complici si introducevano negli appartamenti utilizzando chiavi alterate o universali, capaci di aprire serrature di ogni tipo senza lasciare segni evidenti. Quando gli obiettivi lo richiedevano, le casseforti venivano divelte dai muri con l’uso di un flex, garantendo bottini ingenti in pochi minuti. La fuga avveniva a bordo di auto appositamente modificate, dotate di doppi fondi e scomparti nascosti per occultare la refurtiva e gli strumenti da scasso. In alcuni casi, per non destare sospetti, i malviventi arrivavano persino a travestirsi da rider di note piattaforme di consegna di cibo a domicilio, mimetizzandosi tra i lavoratori in transito nelle aree urbane. Fondamentale, per il successo dei colpi, era anche la fase di studio delle vittime.

Gli indagati effettuavano sopralluoghi accurati, osservavano le abitudini quotidiane, gli orari di uscita e rientro, selezionando i momenti più favorevoli per entrare in azione. Ogni gruppo era in grado di pianificare ed eseguire numerosi furti nello stesso giorno, spostandosi rapidamente da una provincia all’altra. La refurtiva veniva infine rapidamente “monetizzata” grazie a un ricettatore di fiducia che, secondo gli investigatori, gestiva dalla propria abitazione un vero e proprio mercato nero di oro e argento, con quotazioni aggiornate quotidianamente. Un ingranaggio criminale efficiente, ora smantellato, che restituisce un segnale forte nella lotta ai reati predatori e alla criminalità organizzata sul territorio. Le indagini portate avanti dai carabinieri avrebbero fatto luce su una serie di colpi iniziata poco più di due anni fa. Decisive nell’inchiesta della Procura di Napoli Nord le intercettazioni telefoniche.

Blitz 13 gennaio
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