NAPOLI – Nelle 342 pagine dell’ordinanza che ha accompagnato gli arresti di ieri viene descritto anche come la gang dedita ai furti negli appartamenti mirasse in alto. Un anno fa nel mirino della banda finirono anche le ville di alcuni componenti della famiglia Fendi, proprietaria di un noto marchio di moda, e dell’attuale governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta. Le dimore si trovano a Fregene, a pochi chilometri da Roma. Secondo quanto emerge dall’ordinanza, i sopralluoghi preliminari risalgono a due anni fa. Nel gennaio 2024 il gruppo effettuò una ricognizione delle abitazioni, valutando accessi, sistemi di sicurezza e possibili vulnerabilità. La struttura organizzativa del gruppo prevedeva un referente romano, incaricato di raccordare le informazioni, senza però partecipare direttamente ai sopralluoghi. Il ruolo centrale era affidato a un “basista”, perno informativo dell’operazione, che forniva dati sui target ai sodali provenienti da Napoli. La complessità degli obiettivi e l’alto livello di sicurezza delle residenze sembrano aver convinto gli indagati a sospendere temporaneamente i piani. Nei colloqui intercettati, i membri della gang discutono di sistemi d’allarme sofisticati e del rischio elevato di essere scoperti. La decisione finale, quindi, non è stata una rinuncia definitiva, ma una pausa tattica.
L’idea di colpire resta sul tavolo, con la possibilità di riprenderla qualora si riuscisse a re- perire strumenti più adeguati. Gli investigatori sottolineano l’organizzazione del gruppo, definita “strutturata e metodica”, con ruoli ben distinti e una strategia chiara. La banda non si limitava a furti occasionali: i colpi erano pianificati con attenzione, con sopralluoghi, valutazioni dei sistemi di sicurezza e una chiara
distribuzione dei compiti tra i membri. Questo livello di professionalità ha permesso di ricostruire con precisione le dinamiche interne grazie a intercettazioni, pedinamenti e raccolta di prove. Le indagini hanno anche permesso di comprendere come la criminalità organizzata stia
evolvendo: non più solo furti improvvisati o rapine di strada, ma vere e proprie operazioni mirate contro obiettivi di alto valore economico, con un’attenta valutazione del rischio e una logistica studiata.
La pausa dei colpi non significa che il pericolo sia eliminato, ma che le forze dell’ordine hanno colto l’opportunità di intervenire prima che i piani potessero concretizzarsi. Con gli arresti di ieri, le autorità puntano a smantellare del tutto la rete criminale, interrompendo le comunicazioni tra i vari membri e impedendo nuove progettazioni. La vicenda, al contempo, evidenzia quanto la sicurezza delle abita- zioni di lusso rimanga una priorità, così come l’importanza di un coordinamento efficace tra forze dell’ordine locali e centrali.





















