WASHINGTON – “Ho cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani fino a quando non cesserà l’insensato massacro dei manifestanti. L’aiuto è in arrivo. Miga!!! (Make Iran Great again, ndr)”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post sul social Truth. “Le minacce provenienti da Washington di lanciare nuovi attacchi militari contro la Repubblica Islamica dell’Iran sono assolutamente inaccettabili”. Lo ha affermato la portavoce del ministro degli Esteri russo, Maria Zakharova. Lo riporta la Tass. “Chi intende usare disordini di matrice straniera come pretesto per ripetere l’aggressione contro l’Iran commessa nel giugno 2025 deve essere consapevole delle terribili conseguenze di tali azioni per la situazione in Medioriente e per la sicurezza internazionale globale”, ha aggiunto. Attenta anche l’Italia: “Il valore della libertà è il presupposto della nostra azione di governo. Quella libertà per la quale, non posso non ricordarlo, in questi giorni le donne e gli uomini dell’Iran si stanno battendo nelle strade e nelle piazze, pagando un altissimo prezzo di sangue, di sofferenze, di carcerazioni, probabilmente di torture. Tutto questo è assolutamente inaccettabile”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un’informativa al Senato.
“Noi abbiamo sempre mantenuto in Iran una presenza discreta, attenta a tutelare gli interessi nazionali e a non far venire meno le ragioni del dialogo, sempre importante anche con regimi lontanissimi da noi. Ma dialogo non significa accettazione passiva dello spettacolo di un regime che reprime con la violenza i suoi stessi cittadini”, ha aggiunto. Il comitato editoriale della testata Iran International ha stimato che nella violenta repressione delle proteste in Iran, avvenuta in gran parte in due notti consecutive, giovedì e venerdì 8 e 9 gennaio, sono state uccise almeno 12.000 persone. Se le cifre dovessero essere confermate si tratterebbe del più grande massacro nella storia contemporanea dell’Iran.
Negli ultimi due giorni, il comitato editoriale di Iran International ha esaminato informazioni ricevute da una fonte vicina al Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, da due fonti nell’ufficio presidenziale, resoconti provenienti da diverse fonti all’interno del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche nelle città di Mashhad, Kermanshah e Isfahan, testimonianze di testimoni oculari e familiari delle vittime, resoconti sul campo, dati collegati ai centri medici e informazioni fornite da medici e infermieri in varie città. In base alle informazioni raccolte da Iran International, le vittime sono state uccise principalmente dalle forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica e dai Basij. Molti degli uccisi erano giovani di età inferiore ai 30 anni. Le in- formazioni ricevute dal Consiglio supremo per la sicurezza nazionale e dall’ufficio presidenziale indicano che le uccisioni sono state eseguite su ordine diretto di Ali Khamenei, con l’esplicita conoscenza e approvazione dei capi di tutti e tre i rami del governo e con un ordine di usare armi da fuoco vere emesso dal Consiglio
supremo per la sicurezza nazionale.




















