Scavi senza sosta a Pinetamare: un’intercettazione del 2018 ha fatto scattare le operazioni sui campi da golf

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I campi da golf (immagini RAI)

CASTEL VOLTURNO – Proseguono per il secondo giorno consecutivo gli scavi nell’area dei campi da golf di Pinetamare, nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Pierpaolo Bruno. Un’attività investigativa che trae origine da un elemento emerso in un’altra inchiesta giudiziaria. L’indagine che ha portato gli inquirenti a chiedere l’avvio degli scavi nasce infatti da un’intercettazione del 2018, confluita nel procedimento sull’ampliamento della clinica Pineta Grande, tuttora pendente (La struttura sanitaria è estranea alla vicenda del presunto interramento di rifiuti nei campi da golf). In quella conversazione, uno degli indagati, parlando con un altro soggetto coinvolto nell’inchiesta, si vantava della propria capacità di incidere sulle scelte del Comune di Castel Volturno attraverso il rapporto con funzionari ritenuti compiacenti.

Per avvalorare il proprio racconto, l’uomo richiamava un episodio risalente al 1990, legato ai lavori di realizzazione dei campi da golf di Pinetamare. Secondo quanto riferito nell’intercettazione, durante quegli interventi sarebbero emersi rifiuti speciali interrati nel sottosuolo; materiali che, sempre stando alle dichiarazioni captate, sarebbero poi stati fatti sparire dopo il pagamento di una tangente di un milione e mezzo di lire all’allora comandante della Guardia Costiera di Castel Volturno. Il riferimento era ai lavori riconducibili all’imprenditore Cristoforo Coppola – scomparso nel 2013 costruttore del Villaggio Coppola e delle torri
successivamente abbattute perché ritenute abusive dagli inquirenti.

È da quel racconto, ritenuto meritevole di approfondimento investigativo, che la Procura ha fatto partire il nuovo accertamento ambientale, chiedendo di tornare a scavare nei terreni dei campi da golf di Pinetamare, per verificare l’eventuale presenza di rifiuti e una possibile contaminazione del suolo tuttora in atto. L’inchiesta vede indagati Domenico Romano, ex collaboratore di Coppola, Francesco Pappalardo, all’epoca comandante della Capitaneria di por- to, e la società Pinewoods Hotel Spa. Le operazioni, svolte come accertamento tecnico non ripetibile, vedono un ruolo centrale dell’Arpac, impegnata nei campionamenti e nelle analisi dei materiali dissotterrati. In campo anche carabinieri forestali, vigili del fuoco e Capitaneria di porto. Pur a fronte di reati risalenti agli anni Novanta oggi prescritti, resta aperta l’ipotesi di un danno ambientale ancora persistente. Gli indagati sono da considerare innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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